Progetto Civico Italia sbarca in Calabria: Onorato e Guerriero sfidano il "manganello facile" delle destre

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images Progetto Civico Italia sbarca in Calabria: Onorato e Guerriero sfidano il "manganello facile" delle destre
Da sinistra: Lorenza Romagnino, Roberta Giuditta, Fabio Guerriero e Alessandro Onorato

All'Hotel Guglielmo una folla delle grandi occasioni per il debutto del movimento: amministratori locali e big della politica a confronto sul futuro della regione.

  16 maggio 2026 14:02

di GUGLIELMO SCOPELLITI

Il maltempo che sferza la Capitale rallenta il viaggio, ma non ferma l'onda. Con mezz'ora di ritardo sulla tabella di marcia, causata proprio da una pioggia che ha reso complesso il salto da Roma a Catanzaro, Alessandro Onorato varca la soglia di un Hotel Guglielmo letteralmente preso d'assalto. Non c’è una sedia libera, la gente si accalca persino sui corridoi e lungo le porte per ascoltare il battesimo calabrese di Progetto Civico Italia. L'assessore capitolino ai Grandi Eventi non perde tempo e punta dritto al cuore del problema: la distanza siderale tra i palazzi romani e la polvere dei territori.

La sala è un mosaico di volti noti e nuove leve della politica locale. Ci sono l’onorevole Sandro Principe, il consigliere regionale Enzo Bruno, l'assessore Daniela Palaia, il consigliere comunale Stefano Veraldi e l'ex consigliere regionale Antonio Lo Schiavo, figura di peso in questo nuovo scacchiere, oltre all’avvocato Luigi Gullo e alla sindaca di Gimigliano, Laura Moschella. A moderare il confronto è la docente Roberta Giuditta, che prova a dare ordine a un entusiasmo palpabile. Onorato, microfono alla mano, attacca frontalmente la narrazione della destra sulla sicurezza, citando i dati Censis anziché i propri appunti.

“La destra è brava a creare l'allarme sociale” — tuona l'esponente romano — “ma alla prova dei fatti ha dimostrato di non saper risolvere nulla: l’Italia è più insicura e lo dice il 48% degli elettori di Forza Italia, che bocciano il loro stesso governo”. Il discorso scivola poi sulla legge elettorale, definita peggiore del vecchio Porcellum, un meccanismo che secondo Onorato serve solo ad autoconservare una classe di nominati fedeli al capo di turno, mentre gli amministratori locali, quelli che prendono le preferenze vere, restano fuori dalla porta.

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A fargli eco è Fabio Guerriero, ex esponente dem e motore del progetto in Calabria, che non nasconde l’ambizione di creare una squadra di amministratori competenti per dare manforte a un centrosinistra che deve tornare a vincere. Guerriero parla di “un riformismo spinto, un po' più radicale” e mette in guardia su una deriva nazionale che sembra aver dimenticato le periferie. “La sicurezza si fa realizzando più scuole, pagando dignitosamente le forze dell'ordine e investendo sul welfare” — spiega Guerriero — “perché il metodo del manganello facile è solo un'illusione che non risolve i problemi dei cittadini”.

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In questo scenario, la voce dei giovani trova spazio con Lorenza Romagnino, rappresentante degli studenti dell'Università Magna Graecia, che porta il dibattito sulla realtà quotidiana di chi studia in Calabria. Romagnino accende i riflettori su “una generazione che chiede servizi e non solo promesse” e sottolinea come l’università debba smettere di essere un'isola staccata dal tessuto produttivo.

Non manca il capitolo infrastrutture, con il Ponte sullo Stretto che diventa il simbolo di una contesa ideale. Onorato chiarisce di non essere contrario alle opere pubbliche, ma rifiuta quelle ideologiche che drenano risorse vitali. È opinione diffusa tra i relatori che i 15 miliardi destinati al Ponte abbiano azzerato i fondi Anas, lasciando la Salerno-Reggio Calabria e la trasversale delle Serre in uno stato di perenne inadempienza. “Prima di farmi il ponte” — rilancia Onorato — “forse è il caso che mi finisci le strade e mi porti un treno in Sicilia che non sia a diesel nel 2026”.

Il peso della storia entra nel dibattito con Sandro Principe, che si autodefinisce “testardamente uomo della Prima Repubblica” per rivendicare una cultura di governo che sappia ancora programmare. Principe indica le eccellenze da cui ripartire: Gioia Tauro e l'Unical di Rende, definita una capitale dell'intelligenza artificiale europea. Per lo storico riformista, la Calabria deve intercettare il treno dell'innovazione sfruttando i propri cervelli.

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Il coordinatore siciliano Carmelo Miceli e il docente Valerio Donato chiudono il cerchio su un punto cruciale: la necessità di un protagonismo meridionalista che non accetti più compensazioni decise a Roma. Donato, in particolare, solleva il velo su una democrazia modificata in modo silente, dove i centri del consenso e quelli della decisione politica non si incontrano più, lasciando spazio alla burocrazia o a interessi settoriali.

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Alessandro Onorato è sceso a Catanzaro per seminare in un terreno che molti, a sinistra, hanno lasciato incolto per troppo tempo, e i nomi che si sono visti circolare tra i corridoi dell'Hotel Guglielmo suggeriscono che le grandi manovre per le prossime regionali siano già iniziate. Resta da capire se questa "onda" saprà farsi struttura o se finirà per infrangersi contro i soliti veti incrociati. 


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