Pronto soccorso Catanzaro, Costanzo replica a Spaccaferro: "Ora basta demagogia"

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Pronto soccorso Catanzaro, Costanzo replica a Spaccaferro: "Ora basta demagogia"


  17 giugno 2026 08:49

"Dott. Spaccaferro,  leggo la Sua lettera e comprendo la rabbia e la sofferenza per le 11 ore d’attesa di Sua moglie. Nessun operatore sanitario vuole questo per un paziente. Ma da dentro il PS del Pugliese, dove lavoro da 21 anni, alcune cose vanno ristabilite". È la replica di Manuela Costanzo, vice presidente del consiglio comunale di Catanzaro, al comunicato pubblicato nelle scorse ore a firma di Bruno Spaccaferro, già Assessore Comunale ed ex Presidente fondazione Betania (leggi qui)

"1. La meraviglia è un’altra: Lei scrive da cittadino e da ex assessore/presidente della Fondazione Betania. Quando aveva ruoli e strumenti per incidere sulla sanità cittadina, il Pronto Soccorso non era una priorità. Oggi che è fuori, arriva la denuncia “accorata”. La politica si fa quando si ha la responsabilità, non solo quando si ha il microfono.

2. Sul sovraffollamento: quelle 11 ore di attesa non riguardano solo il PS della “Dulbecco”. Ieri il collasso ha toccato più strutture. La causa non è la “vetrina”, è una: reparti bloccati da pazienti anziani che non vengono presi in carico dal territorio. Finché non funziona l’assistenza domiciliare e i medici di base, il PS resta un imbuto. Non è una scelta aziendale, è un problema sistemico.

3. Sull’organico: dire che “mancano i medici di base del servizio d’emergenza” è riduttivo. L’Azienda ha pubblicato più avvisi per il reclutamento di medici e infermieri. La carenza è nazionale. Paragonarsi all’Emilia-Romagna è corretto nel merito, ma si dimentica che lì il finanziamento pro-capite e il personale strutturato sono un’altra cosa. A Catanzaro i medici in trincea ci sono e fanno i salti mortali, come Lei stesso riconosce. Il problema non è chi gestisce il PS, è chi non mette le risorse al sistema.

4. Su “tagli di nastro vs trincea”: la nuova UTIC serve ai pazienti cardiologici che oggi aspettano e muoiono. Potenziare la tecnologia non è fare passerelle, è curare meglio chi arriva dopo la fase d’urgenza. Commissario e vertici sanno benissimo cosa succede nei corridoi. Ci vanno. Il problema non si risolve con le visite a sorpresa, si risolve con assunzioni e territorio.

5. Sui suggerimenti: con tutto il rispetto per il Suo passato da assessore e presidente, l’organizzazione di un PS non si decide con una lettera al giornale. Serve conoscere i dati di accesso, i turni, i protocolli. Altrimenti si fa solo demagogia.

Ringraziamo tutti per il personale che lavora. Ma se vogliamo dignità per i cittadini, parliamo di medicina territoriale e finanziamenti reali, non di barelle vs nastri tricolore. Catanzaro non è di serie B. Ma non lo diventa neanche con i comunicati". 


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.