Pronto soccorso dell'Annunziata in affanno, adesso si cercano medici e infermieri in somministrazione

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L'ospedale Annunziata di Cosenza

Cambio di strategia del commissario Mastrobuono. Ecco il commento dell'Anaao Assomed Calabria che aveva criticato la scelta dei giorni scorsi di spostare i cardiologi al pronto soccorso: "Puntare sulla scuola di specializzazione in Calabria"

  08 gennaio 2022 16:28

di GABRIELE RUBINO

Cambio di strategia all’Annunziata di Cosenza per fronteggiare 'l’emergenza' nel pronto soccorso. Dopo le polemiche che hanno fatto seguito alla decisione di spostare i cardiologi per dar manforte al reparto dell’emergenza urgenza del presidio cosentino, il commissario straordinario Isabella Mastrobuono opta per un’altra strada. Adesso si cercano medici e infermieri in somministrazione. L’avviso bandito è rivolto alle società interinali autorizzate o agli operatori di fornire il servizio ‘da esterni’. La durata di questo ‘intervento’ straordinario sarà di tre mesi. Nel dettaglio, nel caso di società interinale, si cercano 5 medici specializzati in Medicina e Chirurgia d’accettazione e urgenza per 38 ore settimanali e 5 infermieri professionali a 36 ore alla settimana a testa. Nel caso di ‘servizio esterno’ invece ci sono da coprire 200 ore di servizio medico e altrettante di servizio infermieristico. Il termine per la presentazione delle offerte è stato fissato al 20 gennaio.

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IL COMMENTO DELL'ANAAO ASSOMED CALABRIA- Vista la retromarcia sull’impiego dei cardiologi nel pronto soccorso dell’Annunziata -che ovviamente rischiava di ‘scoprire’ i reparti di Cardiologia, Utic ed Emodinamica-, esprime soddisfazione Filippo Larussa segretario regionale del sindacato Anaao Assomed: “La nuova scelta non rappresenta certo la soluzione ottimale ma di sicuro quella allo stato più concreta, al fine di evitare di spogliare un Santo per tentare di vestirne un altro. L’optimum – precisa ancora il sindacato calabrese della dirigenza medica e sanitaria- sarebbe un altro: quello di impiegare gli specializzandi al quarto e quinto anno. Tuttavia, come noto, in Calabria all’Università Magna Graecia non è attiva la scuola di specializzazione in Medicina d’Emergenza-Urgenza per l’assenza di pronto soccorso all’Aou Mater Domini. Certo, nulla vieta il reclutamento da altre regioni, dove le scuole sono attive, ma tutti sappiamo la scarsa appetibilità dei presidi calabresi in questa fase storica e di sicuro i servizi sanitari delle altre regioni non si lasciano scappare gli specializzandi formati nelle reti assistenziali dei loro territori!”.

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LA QUESTIONE DELLA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE- “Inoltre – prosegue Larussa-, si innesta un problema su scala nazionale, poiché, dagli ultimi dati disponibili, su 1.077 contratti di formazione specialistica per questa disciplina attivati per il corrente anno accademico ben 456 sono rimasti non impiegati, ma di certo dei 621 rimanenti nessuno viene formato in Calabria. Il sindacato aveva già indicato alcune proposte. Innanzitutto, il lavoro deve essere reso più attrattivo, a cominciare dalla sua remunerazione economica. Poi va migliorato il contesto generale organizzativo: il pronto soccorso non può continuare a vicariare la totale inconsistenza della medicina territoriale, che va urgentemente riformata partendo dal tipo di rapporto di lavoro dei medici di medicina generale”.

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