Provinciali. Diciannove sindaci dello Jonio Cosentino chiedono un cambio di rotta

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iacuzzi presidente provincia cosenza

E sulla scelta di Iacucci dichiarano: "sarebbe stato opportuno coinvolgere sindaci e amministratori".

  18 gennaio 2021 14:44

"Ripartire dai territori per rilanciare la Calabria. Ora più che mai serve un cambio di rotta. Non sono più tollerabili accentramenti di potere e soprattutto di scelte e accordi stipulati per soddisfare alcune oligarchie o apparati di partito".

Lo scrivono, in una lettera aperta, i sindaci di 19 comuni dello Jonio cosentino (Bocchigliero, Calopezzati, Caloveto, Campana, Cassano allo Jonio, Cerchiara, Corigliano-Rossano, Cropalati, Longobucco, Mandatoriccio, Paludi, Pietrapaola, San Demetrio Corone, San Giorgio Albanese, Scala Coeli, Terravecchia, Trebisacce, Vaccarizzo Albanese e Villapiana).

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"Non bastano più - proseguono - le dichiarazioni di intenti. E' necessario un nuovo approccio politico, soprattutto in un momento in cui la Calabria e i comuni sono abbandonati a sé stessi. Sarebbe stato più opportuno coinvolgere i sindaci e gli amministratori nelle candidature a presidente e contestualmente votare anche per il rinnovo del consiglio provinciale di Cosenza, in modo da garantire una maggiore partecipazione e migliore coinvolgimento dei territori, senza dare alibi a coloro che cercano sempre di fomentare polemiche strumentali e/o insinuare contrapposizioni. In tale contesto, molti sindaci della provincia di Cosenza che, condividendo le dichiarazioni rese nei giorni scorsi da alcuni colleghi e dal sindaco di Corigliano-Rossano Stasi, nonché proprio in virtù del dibattito politico aperto, parlando dei problemi e dei progetti necessari per utilizzare al meglio le tante opportunità che la provincia di Cosenza può offrire, hanno ritenuto opportuno aprire una discussione pubblica di merito sul ruolo degli amministratori locali e sull'esigenza di aprire una stagione nuova per la Calabria, anche passando dalle provinciali. L'iniziativa e la volontà espressa di essere coinvolti nelle scelte, compresa la candidatura a Presidente della Provincia, non sono mai state quelle di sostituire persone, semmai di aprire una discussione politica su cosa si intende fare per la provincia di Cosenza e per la Calabria a più livelli. Una discussione in cui devono essere coinvolti i sindaci che esprimono le diverse sensibilità, ma soprattutto gli unici che ormai mantengono un rapporto diretto e costante con i cittadini e conoscono i problemi reali delle comunità che amministrano. È inutile negare che il Decreto Calabria abbia ulteriormente disatteso le aspettative di tutti; così come non è possibile che il Governo non abbia inserito tra le opere strategiche alcune infrastrutture come il prosieguo della SS 106 sud, la ferrovia ionica, l'alta velocità, il rafforzamento e l'integrazione della portualità; oppure che nel Recovery Plan non siano ben definiti progetti ed investimenti per la Calabria, che quindi richiedono maggiore attenzione e partecipazione per consentire che il corretto utilizzo di questi fondi dia speranza alle future generazioni".

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"Queste riflessioni e richieste - affermano ancora i sindaci nella lettera aperta - sono state espresse a tutti gli interlocutori politici ed istituzionali possibili, a partire dal presidente della provincia uscente (compresa l'ipotesi di accorpamento delle due elezioni per il presidente e per il consiglio provinciale), ai quali sono stati richiesti impegni precisi per l'avvio di una nuova fase di confronto ed anche di rinnovamento dei metodi e delle scelte politiche in tutte le sedi opportune. Così come è stata espressa la necessità di evitare appiattimenti diretti a tutelare rendite di posizione proprio in vista delle imminenti elezioni regionali e di tutti gli importanti appuntamenti della prossima cruciale fase politica calabrese, nella quale è necessario coinvolgere i sindaci ed evitare di favorire populismi e demagoghi. Queste istanze sono partite unitariamente dalla Sibaritide e sono diventate patrimonio comune di molti territori della provincia, accomunati dalle stesse esigenze. Ora più che mai vi è la necessità di una maggiore e più forte coesione".

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"I sindaci - conclude la missiva - lavorano per unire senza posizioni pregiudiziali, ma soprattutto per rivendicare diritti e attenzione per far crescere i propri comuni e l'intera Calabria".

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