
Il nuovo ospedale di Catanzaro non deve essere un’astrazione progettuale o un miraggio elettorale: deve rimanere al suo posto. Il Segretario Provinciale del PSI di Catanzaro, Domenico Marino, interviene con determinazione nel dibattito sull’edilizia sanitaria cittadina, opponendosi a progetti che rischiano di sventrare il tessuto sociale ed economico della città.
"Il decreto di decadenza dell’accreditamento del Sant’Anna Hospital e il contestuale abbandono del gruppo privato, che si era reso disponibile al suo rilancio, rappresentano un colpo durissimo per il nostro territorio", dichiara Marino. "Parliamo di cento posti di lavoro a rischio e della perdita di un’eccellenza situata nell'area di Catanzaro Nord. In questo contesto di profonda incertezza, è ancora più folle ipotizzare lo spostamento del 'Pugliese': significherebbe dare il colpo di grazia definitivo a un intero quadrante urbano".
Secondo il Segretario socialista, l’attuale presidio "Pugliese" non è affatto un relitto da dismettere, ma un’infrastruttura vitale che può essere ampliata e modernizzata grazie alle attuali tecnologie costruttive, garantendo standard d’eccellenza e limitando il consumo di suolo. "Spostare il baricentro sanitario", incalza Marino, "condannerebbe il quartiere Nord a un declino irreversibile, desertificando le attività commerciali e i servizi nati negli anni intorno al nosocomio".
Parallelamente, il PSI indica come priorità assoluta il recupero del vecchio presidio di via Acri. La struttura, di proprietà dell’ASP di Catanzaro, versa oggi in uno stato di degrado che offende il decoro del Capoluogo e minaccia l’incolumità pubblica. Per Marino, "recuperare l’Ospedale Vecchio significa trasformare una ferita urbana aperta in una risorsa concreta: un polo di servizi sanitari capace di agire da volano per il rilancio definitivo del centro storico".
L’analisi economica del Segretario non lascia spazio a dubbi: "In una regione dove la sanità assorbe tra il 75% e l’80% dell’intero bilancio regionale, inseguire costruzioni mastodontiche è pura utopia amministrativa, se non fumo negli occhi. Ci chiediamo dove la Regione Calabria pensi di reperire i fondi necessari per l'acquisto di nuovi terreni e per la progettazione di doppioni faraonici, mentre si permette il lusso di lasciar cadere a pezzi strutture pubbliche esistenti e centrali".
In conclusione, il PSI lancia un monito: "Come Socialisti Catanzaresi esprimiamo profonda preoccupazione per scelte che inseguono la logica delle 'cattedrali nel deserto', alimentata da finanziamenti fantasma e tempi incerti. Chiediamo un atto di responsabilità ai vertici di Regione e Comune: la buona politica deve servire i bisogni reali dei cittadini e tutelare l'economia locale, non alimentare ambizioni edilizie insostenibili".
"La sanità si cura con l'efficienza delle strutture presenti e la valorizzazione del patrimonio pubblico, non con le promesse di nuovi cantieri che il bilancio regionale non può permettersi".
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