Pupi Avati chiude la serie di Masterclass del Magna Graecia Film Festival

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  04 agosto 2019 21:00

di CLAUDIA FISCILETTI

Pupi Avati non ha bisogno di presentazioni, è uno dei registi della "vecchia scuola", uno di quelli che, senza dubbio, ha influenzato il cinema italiano e non, uno di quelli a cui i giovani registi si ispirano per intraprendere loro carriera cinematografica. Ma Pupi Avati non è solo il "mito", è anche un uomo che questo pomeriggio si è raccontato, offrendo alla sala gremita di gente, piccoli aneddoti sulla sua vita e opinioni sull'Italia attuale, senza mandarle a dire.

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L'occasione dell'incontro, moderato dal giornalista Fabrizio Corallo, è stata quella della Masterclass, l'ultima, della sedicesima edizione del Magna Graecia Film Festival, svoltosi all'Hotel Perla del Porto. 

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Un ritorno al film di genere, quello di Pupi Avati, con il suo ultimo lavoro "Il signor Diavolo", che è un horror dalle tinte gotiche. La spiegazione che da per questo suo "ritorno", parte proprio dalla sua infanzia. Il famigerato regista spiega che è giunto ad un punto della sua vita in cui ha nostalgia della sua infanzia, quando da ragazzino andava al cinema con i suoi amici per vedere qualcosa che li spaventasse. «Perché il cinema offre questa promessa: promette di far ridere, commuovere o spaventare, non vuole fare annoiare. In qualsiasi caso, promette di far sentire qualcosa». Dunque, Avati ha cominciato a prediligere il ricordo e, di conseguenza, ha deciso di tornare ad occuparsi dei film di genere. «Ho scelto di trattare del Diavolo, inteso come Male in sé. Il male ormai è considerato come qualcosa che viene fatto dagli altri, e invece è dentro tutti noi».

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Una carriera lodevole, la sua, in cui ha toccato vari generi cinematografici, ma quando gli viene chiesto cosa gli piacerebbe raccontare dell'Italia di oggi, risponde che ormai è difficile raccontarla perchè è divenuta imperscrutabile. E' difficile poter fare le commedie italiane degli anni '60 e '70, perchè in quel periodo il Paese era più facile da decodificare, anche grazie ad interpreti come Alberto Sordi e Vittorio Gassman, che sapevano e avevano vissuto sulla loro pelle quello che si andava a trattare nei film.

E' un work in progress il suo progetto più prossimo, in cui racconterà la vita di Dante Alighieri. «Ho quest’idea di farlo già dal 2001» racconta Avati che dice di essere un accanito "dantista" e che, per riuscire a raccontare una vita complessa come quella del poeta italiano più conosciuto al mondo, si è rifatto ad una biografia di Alighieri scritta da Giovanni Boccaccio.

Questa sera verrà premiato con la Colonna d'Oro, nel corso dell'ultima serata del Magna Graecia Film Festival che si terrà presso l'Area Porto di Catanzaro Lido.

Sotto il trailer dell'ultimo lavoro di Pupi Avati, "Il signor Diavolo".

 

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