
Quando il turismo cerca il biologico: Federico Doria sceglie la Calabria anche per la qualità Naturium
Il noto professionista del mondo cinematografico, cliente storico di Giovanni Sgrò, racconta un modo diverso di vivere la vacanza: non solo mare e accoglienza, ma anche ricerca consapevole dei prodotti migliori da portare ogni giorno in tavola
C’è un turismo che non si accontenta più della bellezza dei luoghi, del mare, del clima e dell’ospitalità. È un turismo più attento, più informato, più esigente. Un turismo che, quando sceglie una destinazione, guarda anche alla qualità della vita quotidiana: cosa si mangia, dove si fa la spesa, quali prodotti si trovano, quale cultura alimentare il territorio è in grado di offrire.
La storia di Federico Doria, professionista del mondo cinematografico e cliente da anni di Naturium, racconta bene questa nuova sensibilità. Quando torna in vacanza da Milano nel Soveratese, Doria sceglie strutture ricettive vicine al punto vendita Naturium proprio per avere a disposizione la selezione di prodotti biologici e di qualità curata da Giovanni Sgrò. Non è un dettaglio secondario, ma una scelta precisa: per chi vive il cibo come cultura, salute, piacere e consapevolezza, anche la vacanza deve poter garantire continuità nelle abitudini alimentari.
Nel suo racconto, Doria non parla da semplice consumatore occasionale. Parla da persona abituata a osservare, confrontare, distinguere. Viene dal mondo del cinema, un ambiente nel quale la cura del dettaglio, la ricerca dell’idea giusta e l’attenzione alla qualità fanno la differenza. Ed è proprio questa sensibilità che ritrova nel lavoro portato avanti da Giovanni Sgrò: non un negozio qualunque, non una semplice esposizione di prodotti bio, ma un progetto fondato sulla selezione, sulla competenza e sulla ricerca della materia prima.
A colpirlo sono elementi concreti: il profumo intenso del basilico, la consistenza di una mozzarella di bufala calabrese, il pane biologico con farine di grani antichi, i pomodori da mangiare nella loro semplicità, i mirtilli di Capistrano, i prodotti scelti uno a uno non per riempire uno scaffale, ma per raccontare una precisa idea di alimentazione. In questa attenzione Doria riconosce qualcosa che va oltre il commercio: una forma di cultura.
Il punto centrale è proprio questo. Il consumatore consapevole non cerca soltanto il marchio biologico in etichetta. Cerca affidabilità, coerenza, filiera, gusto, spiegazione, rapporto umano. Cerca qualcuno che abbia già fatto una selezione seria e che sia in grado di proporre il prodotto migliore non perché imposto da logiche di grande distribuzione, ma perché ritenuto davvero valido. È qui che, secondo la testimonianza di Doria, il lavoro di Naturium assume un valore particolare.
La sua riflessione va oltre il singolo acquisto. Nel paragone con il cinema, Doria vede una somiglianza tra il mestiere di chi produce cultura e quello di chi seleziona alimenti di qualità: in entrambi i casi servono passione, regole, competenza e capacità di non cedere alla banalizzazione. Così come un film non nasce solo dalla tecnologia, ma da un’idea forte, allo stesso modo un punto vendita specializzato non si costruisce soltanto con gli scaffali pieni, ma con una visione riconoscibile.
Naturium, in questa prospettiva, diventa anche un valore aggiunto per il territorio. Se un turista arriva nel Soveratese e sceglie una struttura perché vicina a un luogo dove può trovare prodotti biologici, pane di qualità, alimenti selezionati, ingredienti particolari e un’idea precisa di benessere, significa che il cibo diventa parte integrante dell’esperienza turistica. Non un servizio accessorio, ma un elemento capace di incidere sulla scelta della vacanza.
È un messaggio importante anche per le attività ricettive. Oggi parlare a un pubblico più consapevole non significa necessariamente rivolgersi a una clientela più ricca, ma a persone più attente. Persone che viaggiano, confrontano, leggono le etichette, si informano, cercano autenticità. Persone per le quali sapere di avere vicino un punto vendita come Naturium può rappresentare una garanzia e, allo stesso tempo, un motivo in più per scegliere una determinata località.
La Calabria, spesso raccontata solo attraverso le sue bellezze naturali, possiede anche questo patrimonio meno visibile ma sempre più decisivo: una rete di esperienze, produttori, selezionatori e operatori capaci di innalzare la qualità complessiva dell’accoglienza. Il lavoro di Giovanni Sgrò va letto dentro questa cornice. Non soltanto vendita di prodotti biologici, ma costruzione di fiducia. Non soltanto alimentazione, ma educazione al gusto e alla scelta.
La vicenda di Federico Doria dimostra che esiste una fetta importante di consumatori che non sospende la propria attenzione quando va in vacanza. Al contrario, la porta con sé. Chi è abituato a mangiare bene, a scegliere con criterio, a riconoscere la qualità, vuole ritrovare tutto questo anche lontano da casa. E quando lo trova, torna. Lo racconta. Lo consiglia. Lo trasforma in un motivo di fedeltà verso un territorio.
È questa, forse, una delle sfide più interessanti per il turismo calabrese: non puntare solo sull’emozione immediata del paesaggio, ma costruire intorno a quella bellezza un’offerta coerente, fatta di servizi, qualità alimentare, cultura del prodotto e relazioni autentiche. Perché il turista consapevole non cerca semplicemente un posto dove dormire. Cerca un luogo in cui vivere bene.
E, per molti, vivere bene comincia proprio da ciò che si mette in tavola.
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797