
di SETTIMIO PAONE
Il fenomeno del randagismo continua a rappresentare una delle criticità più evidenti e irrisolte di Crotone. Una realtà sotto gli occhi di tutti, che si manifesta quotidianamente in diversi punti della città e che trova una delle sue espressioni più visibili nella rotonda tra via Claudio Crea e via Miscello da Ripe, snodo urbano molto trafficato e attraversato ogni giorno da automobilisti e pedoni.
In quest’area la presenza di cani randagi è ormai abituale. Gli animali si muovono tra le corsie stradali, sostano negli spartitraffico o si rifugiano ai margini della carreggiata, esponendosi a gravi rischi per la propria incolumità e creando, allo stesso tempo, situazioni di potenziale pericolo per la circolazione. Non si tratta di episodi isolati, ma di una condizione che si ripete nel tempo e che segnala una problematica strutturale.
Il randagismo a Crotone affonda le sue radici in cause ben note: abbandoni, mancata sterilizzazione, controlli insufficienti e una prevenzione che fatica a trasformarsi in azione sistematica. A pagare il prezzo più alto sono gli animali, costretti a vivere in strada, ma anche i cittadini, che si trovano a convivere con un’emergenza che incide sul decoro urbano e sulla sicurezza.
La rotonda tra via Claudio Crea e via Miscello da Ripe diventa così un luogo simbolo. Non solo un punto della viabilità cittadina, ma uno spazio che racconta l’assenza di risposte definitive. Qui il randagismo non è una questione astratta o statistica, ma una presenza concreta, quotidiana, che interroga le istituzioni e l’intera comunità.
Negli anni il ruolo delle associazioni di volontariato è stato fondamentale nel supplire alle carenze del sistema, con interventi di recupero, cure veterinarie e campagne di adozione. Tuttavia, l’impegno dei volontari, per quanto prezioso, non può bastare da solo. Senza una strategia coordinata che punti su sterilizzazioni, controlli, strutture adeguate e sensibilizzazione, il problema rischia di restare cronico.
Il randagismo è una questione di civiltà. Riguarda il modo in cui una città si prende cura dei più fragili, umani e animali. Crotone, come tante realtà del Sud, è chiamata a trasformare l’emergenza in responsabilità collettiva. La rotonda tra via Claudio Crea e via Miscello da Ripe resta lì, ogni giorno, a ricordarlo.
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