Rapani replica a sindacato autonomo e campo largo: "Sulla Sibari-Crotone-Catanzaro-Lamezia troppi silenzi dal 2017 al 2022"

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  08 maggio 2026 15:22

«Non entro nella polemica sterile, ma davanti a ricostruzioni parziali e attacchi strumentali è necessario ristabilire la verità sui fatti e sulle tempistiche dell’elettrificazione della tratta ferroviaria Sibari-Crotone-Catanzaro-Lamezia». È quanto dichiara il senatore Ernesto Rapani intervenendo nel dibattito sollevato da alcune sigle sindacali autonome e da alcuni esponenti del cosiddetto campo largo. «Chi oggi alza la voce – afferma Rapani – dimentica troppo facilmente anni di immobilismo totale durante i quali nessuno protestava, nessuno denunciava ritardi e nessuno chiedeva conto dello stallo burocratico che teneva bloccata un’opera strategica per la Calabria».

Il senatore ricostruisce quindi tutte le tappe della vicenda.

«Il primo passaggio risale al maggio 2017 con il protocollo d’intesa tra Regione Calabria, Ministero e Rfi. Da quel momento, però, per anni non si è registrata alcuna accelerazione concreta. Tant’è che nell’agosto del 2021 il Governo Draghi fu costretto a nominare un commissario straordinario proprio per superare inerzie e ritardi accumulati. L’obiettivo fissato allora era arrivare alla realizzazione dei lavori entro il 2023».

«Eppure – prosegue Rapani – nel giugno del 2023 il commissario, l’ingegnere Roberto Pagone, non era ancora riuscito ad approvare il progetto definitivo perché tutto risultava fermo tra Sovrintendenza, Regione e Comuni. Una situazione di paralisi amministrativa evidente, rispetto alla quale oggi molti fingono di non ricordare nulla».

«Con la mia collaborazione istituzionale e politica – sottolinea il senatore – siamo riusciti a sbloccare i pareri necessari, superando ostacoli e rallentamenti che si trascinavano da tempo. Restavano solo alcuni pronunciamenti dei Comuni e, anche in quel caso, la Regione è intervenuta sostituendosi con i poteri commissariali».

La svolta arriva nel settembre del 2023 con l’approvazione definitiva dei progetti. Pochi mesi dopo, nel dicembre del 2023, vengono consegnati i cantieri per l’avvio delle opere. Nel 2024 iniziano concretamente i lavori.

«I fatti sono chiari e incontestabili – rimarca Rapani –. Il Governo Meloni si è insediato nell’ottobre del 2022 trovando una situazione completamente bloccata. La vera accelerazione è arrivata dopo. Sono stati sciolti grovigli burocratici, recuperati ritardi, ottenuti pareri rimasti fermi per anni e rimessa finalmente in moto un’infrastruttura decisiva per il territorio».

Il senatore punta poi il dito contro chi oggi protesta.

«Colpisce il silenzio assordante di alcune sigle sindacali autonome e degli esponenti del campo largo durante gli anni dello stallo. Fino al 2022 non si sentiva una parola sul blocco dell’opera, sui ritardi accumulati o sulla mancata elettrificazione. Oggi, invece, proprio mentre i lavori sono in corso e il percorso verso il completamento è stato avviato, improvvisamente scoprono un problema ormai risolto».

«È l’ennesima dimostrazione – conclude Rapani – di come anche questioni delicate e determinanti per i cittadini, come trasporti, sanità e giustizia, vengano spesso piegate alla propaganda politica. Noi continuiamo a lavorare nell’interesse generale della Calabria, senza slogan e senza passerelle, portando avanti risultati concreti dopo anni di immobilismo».


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