In vista del prossimo referendum sulla modifica dello Statuto regionale, occorre una mobilitazione forte, consapevole e senza compromessi. Dietro la maschera delle grandi parole e di una presunta riorganizzazione dell'ente, questa bizzarra modifica nasconde la solita vecchia logica: un’operazione di occupazione istituzionale, pensata unicamente per creare nuove poltrone e nutrire un’insaziabile bulimia di potere.
Mentre gli ospedali si svuotano di personale sanitario, mentre la medicina territoriale è stata devastata in un inchino ai privati, mentre i pronto soccorso scoppiano e le nostre ambulanze sono costrette a viaggiare senza medici o personale a bordo, la politica risponde con un atteggiamento degno della peggiore Maria Antonietta: a un popolo che chiede assistenza e servizi essenziali, si offrono nuove poltrone e nuovi incarichi di sottogoverno. Le risorse che mancano per la salute pubblica si trovano magicamente per moltiplicare i posti di potere. Nel frattempo, i megafoni di regime tentano di distrarre i cittadini con il teatrino delle liti sotto l’ombrellone, sperando che nessuno si accorga di quello che sta accadendo sulla pelle della collettività.
La risposta della comunità deve essere una barriera democratica insuperabile. Votare NO significa rifiutare l’ennesimo spreco di denaro pubblico, pretendere che le priorità siano la sanità e i servizi essenziali, e bloccare uno schiaffo intollerabile alla dignità dei cittadini. Il referendum è l’occasione per fermare questo azzardo: difendere la nostra Regione significa dire un NO netto, convinto e definitivo.
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