Di seguito una nota stampa dei Giovani Democratici di Catanzaro.
L’alta affluenza registrata per questa consultazione referendaria è una straordinaria vittoria della democrazia e della partecipazione. I cittadini hanno scelto di esprimersi in massa, bocciando nettamente una riforma inadeguata.
Sentiamo in queste ore esponenti del Governo e della destra dichiarare di "rispettare il voto", salvo poi, nella riga successiva, insultare l'intelligenza degli italiani accusandoli di essersi fatti condizionare da falsità e paure. Ma la realtà è ben diversa.
I partiti di maggioranza, che rivendicano una presenza costante sui territori per spiegare nel merito questa loro riforma, devono semplicemente rassegnarsi a un fatto logico: i cittadini l'hanno ascoltata, l'hanno compresa e l'hanno bocciata, ritenendola tutt'altro che "più giusta e meritocratica".
Fa poi sorridere sentir parlare di "campagne allarmistiche" da parte di chi sostiene questo Esecutivo. Ricordiamo bene chi, dai vertici più alti del Governo, è arrivato ad agitare lo spettro di criminali e stupratori rimessi in libertà in caso di vittoria del No, nel disperato tentativo di racimolare qualche voto seminando il terrore. Quella sì, è stata una campagna fondata su paure infondate e falsità, che gli elettori hanno saputo respingere con maturità.
C'è infine un dato politico su cui chi oggi si rammarica per le "occasioni storiche perse" dovrebbe riflettere, specialmente se siede ai vertici del Ministero dell'Interno. La vera occasione persa per la democrazia è stata l'incapacità o, peggio, la mancata volontà politica di garantire il diritto di voto a migliaia di studenti e lavoratori fuorisede.
Invece di impartire lezioni sulle occasioni perse per la Nazione, chi ha la responsabilità istituzionale della macchina elettorale ci spieghi perché a una fetta enorme della nostra generazione è stato di fatto impedito di recarsi alle urne. Noi Giovani Democratici continueremo a batterci affinché la democrazia sia un diritto reale e accessibile a tutti, e non una concessione a intermittenza sulla base della convenienza politica.
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