Reggio, sequestrate 143 opere d’arte false: smantellato sistema criminale internazionale

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  17 aprile 2026 08:30

Un’imponente operazione del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) dei Carabinieri di Cosenza ha portato al sequestro di ben 143 opere d’arte contraffatte, inizialmente attribuite a icone della Pop Art e della Street Art come Andy Warhol, Keith Haring e Banksy. I pezzi erano esposti a Reggio Calabria nell'ambito della mostra "Pop to Street Art: Influences", allestita tra il luglio 2024 e il gennaio 2025 presso sedi prestigiose quali l’Accademia di Belle Arti, la Casa della Cultura "P. Crupi" e il Museo Archeologico Nazionale.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, è scattata a seguito di sospetti sulla reale autenticità dei lavori in esposizione. I Carabinieri hanno inizialmente proceduto al sequestro probatorio di 133 opere (Warhol e Haring). Successivamente, grazie alla cooperazione giudiziaria con l’Autorità belga, sono stati rinvenuti e sequestrati a Liegi altri 10 esemplari attribuiti a Banksy, che presentavano evidenti segni di falsificazione. Ulteriori 11 opere sono attualmente sotto esame in Belgio per le medesime caratteristiche di contraffazione "grossolana", confermata anche da analisi scientifiche.

Dalle indagini è emerso un complesso sistema criminale specializzato nella produzione seriale di falsi d'autore. Le opere, tra pitture, grafiche e sculture, venivano concesse in prestito da una società belga all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria (ente organizzatore) dietro un corrispettivo di 50 mila euro. Il contratto prevedeva inoltre per i prestatori la possibilità di lucrare sugli incassi della biglietteria e sulla vendita di merchandising correlato.

Al momento, il quadro accusatorio vede coinvolti tre cittadini belgi e tre società a loro riconducibili. Due di loro erano stati iscritti nel registro degli indagati subito dopo i primi sequestri in Italia, tra cui il titolare della società fornitrice; le recenti perquisizioni all'estero hanno permesso di delineare la posizione di un terzo soggetto. L'ipotesi è che l'organizzazione puntasse a inquinare il mercato europeo con eventi espositivi ingannevoli per trarne profitto illecito.


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