Regionali. Per il presidente si torna a trattare, ma con tante difficoltà. Per le liste c'è abbondanza e spuntano i primi nomi

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L'ingresso della Cittadella regionale
  02 gennaio 2021 07:03

di ENZO COSENTINO

Il mondo politico calabrese è in “silenziosa” attesa della nuova data per la chiamata alle urne dei calabresi per eleggere il nuovo presidente della Regione e il nuovo Consiglio. Appuntamento importante che gli elettori non dovranno sottovalutare ed al quale dovranno presentarsi con idee ben chiare. Molto dipenderà dalla operazione “convincimento sui programmi” che i partiti presenteranno nella “piazze virtuali mediatiche” (e non soltanto perché l’era dei grandi comizi è tramontata da un pò). Operazione che punta ad abbattere, quanto più è possibile, la percentuale di quegli elettori calabresi che, per loro scelta, non esercitano il diritto al voto.

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I programmi dovranno essere affrancati dai nomi di coloro che formeranno le liste dei candidati alla presidenza e dei candidati al Consiglio nelle circoscrizioni territoriali. Non si tratta di una operazione facile da condurre. Le difficoltà sono tante a cominciare dalla scelta del candidato presidente. Per questa non c’è abbondanza di “richieste”, mentre l’abbondanza c’è per le liste. E c’è un'altra difficoltà. Nel centrosinistra è rappresentata dalla incertezza di alcuni partiti di legittimare un accordo, sia pure elettorale (ma è riduttivo questo) con il Movimento 5Stelle, accordo, almeno sino ad oggi,  sponsorizzato dal Pd e che, infatti, non va a genio sia ai dem che ai pentastellati calabresi.

Sul M5S è appuntata tutta l’attenzione del centrosinistra perché il 7 gennaio prossimo, dalla consultazione sulla “piattaforma Rousseau”, uscirà il nome del candidato pentastellato. Nome da “giocare” al tavolo delle trattative interpartitiche o candidatura “blindata”  (una forma di aut-aut). Se dovesse valere quest’ultima ipotesi (probabilissima), il tavolo del centrosinistra si potrebbe scomporre. E addio all’accordo. Ma il centrosinistra e i movimenti civici presenti nello schieramento il candidato presidente l’hanno trovato (e per ora lo tengono in naftelina), oppure no? Dall’esito delle diverse interpartitiche sembra proprio di “no”. 

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E’ quasi simile il problema specifico nel centrodestra, anche se, almeno teoricamente, la designazione spetterebbe a FI essendo questa nuova tornata necessaria dopo la triste dipartita della presidente in carica Jole Santelli. Ma sul tema potrebbero intervenire delle varianti. In tutti gli schieramenti c’è, invece, abbondanza di disponibilità per le candidature nelle diverse  liste nelle tre circoscrizioni elettorali. Nel Capoluogo di Regione la griglia delle candidature si affolla. Nel centro destra comunque si parla di riproposizione di tutti i consiglieri uscenti e con poche varianti rispetto alle candidature dell’ultima competizione.

Ma le novità non mancheranno soprattutto con le candidature al femminile. Nel centrosinistra sempre per la circoscrizione centro (Catanzaro, Crotone e Vibo) lievitano le voci di candidature.  Nel Pd catanzarese  – oltre a quella degli uscenti Libero Notarangelo e Luigi Tassone – sembrano in dirittura quella di Enzo Bruno,  che vanta una lunga esperienza anche a livello istituzionale (è stato consigliere provinciale ed ha retto anche la Federazione catanzarese del Pd), di Gianluca Cuda (attuale segretario provinciale dem) e di Latifa Azri, la presidente della cooperativa sociale “Donne oltre l’Occidente”, che svolge un ruolo molto importante e delicato nel campo dell’integrazione. Nel partito dem avrebbe dalla sua numerosi sostenitori. Sempre nel Pd chiedono attenzione e considerazione ai vertici locali regionali e provinciali esponenti del Movimento Giovanile ed esponenti dei Circoli Cittadini. Altro nome, comunque non ancora collocato in un preciso spazio di area,  sarebbe quello dell’avvocato Anselmo Torchia. Si tratterebbe di un ritorno attivo e partecipato in prima persona alla politica.

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