
Nessuna ammissione esplicita, ma un dato è certo: semmai fosse veramente finita, a Catanzaro è informalmente (ri)cominciata la campagna elettorale. Dopo lo sfumare dell'operazione delle dimissioni di massa dei consiglieri di opposizione, fermatasi a quindici su diciasette, è il sindaco Fiorita a rilanciare. Non lo ha annunciato con la classica frase da slogan o da card social, ma nella puntata di Catanzaro Capitale, per la prima volta, ha parlato apertamente dell'ipotesi di ricandidatura alla fascia tricolore. Prospettiva che, solo poche settimane fa, non era molto quotata. Piuttosto, le scommesse erano 'indirizzate' più sulle prossime nazionali, soprattutto se ci sarà un voto anticipato. Per il Parlamento e non per Catanzaro. Ipotesi che resta aperta ma che, dopo le recenti evoluzioni, pare essere passata in secondo piano rispetto alla lotta per Palazzo De Nobili. Questo non significa che la strada sarà in discesa. Gli alleati ha mostrato più di qualche malessere, in ordine cronologico: tanto il Pd quanto Avs. Vedremo se ci sarà una sorta di fronda interna.
Altra 'non' ammissione esplicita ma indiretta è che qualcosa cambierà in Giunta. Sarebbe l'ennesimo ritocco e questa volta ce ne dovrebbero essere almeno due o tre. Questo è il pensiero prevalente degli ultimi giorni. L'ammissione esplicita è che è iniziata 'una fase politica nuova e si capirà meglio dopo il bilancio'. Il documento contabile, che poi è l'atto politico per antonomasia di un Ente locale, sarà approvato, nonostante una scadenza prorogata più lunga fra una decina di giorni. In quell'occasione si definiranno i veri contorni del misto e di quanti potranno avere voce in capitolo a indicare qualcuno nell'esecutivo. Ma, attenzione, nel centrosinistra - scampato il pericolo di voto anticipato - non è escluso l'avvio di una lunga fase di fronta interna.
Nel centrodestra si prova a raffredare una mossa che è stata molto più del Consiglio comunale che dei partiti, ma le posizioni non sono assolutamente affini. Al netto di 'grandi ritorni', Forza Italia è quella che numericamente si è più impegnata al defenestramento di Fiorita e, c'è da scommettere, rivendicherà la primazia dell'opposizione. Il vicepresidente della Giunta regionale aveva chiesto un tavolo fra i leader (regionali e nazionali) prima del grande passo, mentre la leader di FDI, Wanda Ferro, ha chiaramente detto di avere già in mente un candidato a sindaco. Magari, non politico in senso stretto ma più d'area. Occhio, come annunciato dalla sottesegretaria, votando l'anno prossimo al Comune entrerà in vigore - molto probabilmente - la nuova legge elettorale delle Comunali. Vince, al primo turno, il sindaco la cui coalizione raggiunge il 40%. Niente ballottaggio. Per essere chiari, quattro anni fa avrebbe vinto Donato su Fiorita. Abassando questa soglia, occhio alle tentazioni autonomiste o, per meglio dire, civiche. Da una parte e dall'altra.
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