Ricette 'facili' per far guadagnare una farmacia del Reggino, scattano sei misure cautelari

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Ricette 'facili' per far guadagnare una farmacia del Reggino, scattano sei misure cautelari


  03 luglio 2026 16:20

Corruzione, truffa aggravata in danno del sistema sanitario, falsità ideologica. Sulla base di queste ipotesi di reato ipotizzate a vario titolo i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Reggio Calabria, supportati in fase esecutiva da militari del Gruppo Carabinieri per la Tutela della Salute di Napoli e dai reparti dell'Arma territorialmente competenti, hanno dato esecuzione a un'ordinanza con la quale il Gip della città calabrese dello Stretto ha disposto l'applicazione di misure cautelari coercitive e interdittive nei confronti di 6 persone (3 delle quali sottoposte al regime degli arresti domiciliari, 1 alla misura interdittiva dall'esercizio dell'ufficio pubblico e del divieto di esercitare la professione medica per la durata di sei mesi, 2 agli obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.), tra cui medici e farmacisti.

L'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, è stata svolta mediante l'attività di intercettazione delle comunicazioni e con metodi tradizionali come attività di perquisizione e sequestro, assunzione di sommarie informazioni, acquisizione di documentazione ed avrebbe consentito di raccogliere varie fonti di prova a carico di professionisti, farmacisti e medici di medicina generale compiacenti, operanti sul territorio reggino. Le investigazioni condotte, riassunte nell'ordinanza emessa dal giudice, hanno ricostruito l'esistenza di un sistema fraudolento finalizzato all'ottenimento di ingiuste erogazioni a carico del Sistema Sanitario Nazionale e Regionale. Nello specifico, il quadro gravemente indiziario ha riguardato la titolare di una farmacia della provincia reggina, con la complicità del padre - anch'egli medico e di una dipendente della medesima farmacia - e con 3 medici di medicina generale in ordine alla compilazione di ricette mediche, intestate formalmente a ignari pazienti ed emesse in assenza di alcuna valutazione medica e di necessità terapeutica, nonché dietro un corrispettivo pari al dieci per cento del prezzo dei farmaci indicati nelle false prescrizioni, destinato ai medici di medicina generale. Tale sistema, secondo l'accusa, era utile a far ottenere alla farmacia indebiti rimborsi correlati al costo dei farmaci prescritti, in realtà mai dispensati.


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.