Riflessione di uno studente ai tempi del Covid. Per Salvatore Mazzara #Andràtuttobene, anche a Monterosso Calabro

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images Riflessione di uno studente ai tempi del Covid. Per Salvatore Mazzara  #Andràtuttobene, anche a Monterosso Calabro
Salvatore Mazzara
  09 gennaio 2021 17:17

di SALVATORE MAZZARA*

Sappiamo tutti che questo è un periodo decisamente difficile per ogni persona del mondo, ma da qualche giorno la situazione è iniziata ad essere molto complicata anche nella comunità in cui vivo, un piccolo paesino della Calabria, Monterosso Calabro (nella provincia di Vibo Valentia), in particolare nella casa di riposo per anziani.

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La notizia che nel mio paese ci sono diverse persone positive mi ha spiazzato. Prima percepivo il Coronavirus come un problema lontano da me, nonostante avesse già stravolto la mia vita, impedendomi, per lunghi periodi, di andare a scuola o di stare fuori con gli amici. Ma nel giro di pochi giorni, dopo Capodanno, la situazione è precipitata. Le persone che vivono o lavorano all’interno della Casa di riposo hanno dovuto sottoporsi al tampone, e molti di queste sono risultati positivi.

 La vita per me è come un battito cardiaco: alcune volte batte, altre no, e quando ci sono quei giorni che non batte, mi sento a pezzi. Ecco, è come se, in questo momento, con il Coronavirus, il cuore della vita non stesse battendo! Il virus ci mette alla prova, in un certo senso. Il fatto che dobbiamo stare tra di noi distanziati, evitando i contatti fisici, non significa, però, che non dobbiamo essere tutti uniti. Anzi, è ancora più importante essere uniti in questo periodo.

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 Il virus ci ha fatto rivalutare anche la nostra quotidianità. A me manca molto alzarmi la mattina per andare a scuola, incrociare il sorriso dei miei compagni e guardare negli occhi i miei professori. Prima eravamo sempre insoddisfatti, in alcune occasioni ci siamo ritrovati a dire: che brutta la vita! Adesso, invece, ci rendiamo conto che le nostre vite sono doni che vanno custoditi con cura. In queste situazioni bisogna essere forti e lottare sempre. Se uniamo le nostre forze riusciremo a sconfiggere questo virus. Puntare il dito contro le persone non serve a nulla.

Ho un po’ di paura, è vero. Alcune persone non rispettano le norme, fanno assembramenti e, soprattutto, indossano la mascherina in modo scorretto, senza coprirsi il naso. Eppure, sono convinto che il focolaio di Coronavirus si spegnerà presto. La mia speranza è che gli anziani sopravvivano a questo mostro, e che anche gli operatori sanitari contagiati riescano a superarlo.

Dobbiamo ricordarci che usciremo da questo incubo. Ci sveglieremo la mattina e la televisione dirà che tutto è finito. Torneremo insieme ad abbracciarci e a vederci per come siamo veramente, senza queste orrende mascherine, che nascondono il nostro vero volto e il nostro bel sorriso. Andrà tutto bene.

  *II classe della Scuola secondaria di primo grado di Monterosso Calabro
Istituto Comprensivo di Vallelonga (Vibo Valentia)

 

 

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