
di FRANCESCO RIGHINI
Nel corso delle ultime settimane si registra in città una fondata preoccupazione sul prestigioso presidio sanitario Pugliese che una parte della politica intenderebbe trasferire fuori dalle mura per consentire la realizzazione di un nuovo ospedale da affiancare alle strutture insediate nell’ambito extra urbano di Germaneto.
Questi Signori ignorando che il Pugliese, come anche lo stesso Ciaccio sin dagli anni della loro apertura hanno contribuito anche a rendere migliore finanche l’economia cittadina, trovo encomiabile l’iniziativa promossa da alcuni cittadini che con una mozione che evidenzia contrarietà al trasferimento, decidono di far sentire la propria voce che mi auguro possa diventare ammonimento per quanti decideranno le sorti di un decisivo presidio sanitario.
Il mondo politico cittadino preferisce tacere, adottando la consolidata pratica del silenzio che tanto bene ha portato a quanti, per troppi anni, hanno occupato gli scranni del Palazzo di Via Jannoni senza lasciare traccia della loro presenza.
Sarebbero tanti i capitoli che andrebbero riaperti per ripercorrere storie che hanno segnato il vilipendio di un capoluogo di regione e le difficoltà cagionate ai nuclei familiari più esposti che con infinita dignità fronteggiano una quotidianità difficoltosa e priva del doveroso contributo di servizi pubblici che risultano inefficaci ed esageratamente gravosi da sostenere.
D’altronde, i politici catanzaresi sembrerebbero non voler turbare gli equilibri raggiunti con un dominus regionale che, evidenziando scarsa considerazione per la Città, ha da tempo coinvolto un prestigioso ateneo italiano per riuscire a giustificare la realizzazione di un nuovo ospedale che inevitabilmente segnerebbe la fine del Pugliese, sic!
Eviterò di ripercorrere le più recenti vicende urbanistiche che hanno determinato gli irreversibili fenomeni che oggi tutti registrano per via della perdita di valore dei propri beni immobiliari, fenomeno ahimè irreversibile, confermando ancora l’erroneità di scelte che se reiterate, diverranno l’ultimo mortale scippo ad una Città fin troppo silente.
Il presidio ospedaliero Pugliese non deve essere trasferito, dovendo semmai essere rigenerato per ottenere il riconoscimento degli standards qualitativi che caratterizzano gli hub sanitari del nostro Paese.
Auspicando che la sottoscrizione di una giusta rivendicazione riporti alla ragione i tanti disillusi elettori che intenderanno far risentire la propria voce, trovo improbabile che in questa circostanza i consiglieri comunali possano sottrarsi al “dovere” di ergere barriere invalicabili a difesa di un decisivo diritto volto ad assicurare la tutela della salute pubblica nel rispetto della voce del popolo amministrato.
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