
La Corte di Cassazione ha messo la parola fine a una lunga vicenda giudiziaria nell'ambito del maxi-processo "Rinascita Scott", annullando senza rinvio il sequestro preventivo che gravava sull'autosalone "Superauto" e su un’azienda agricola riconducibili a Domenico Cichello e alla moglie Angela Petitto.
La decisione dei giudici di legittimità giunge dopo un complesso iter processuale caratterizzato da diversi passaggi tra Roma e Vibo Valentia. In precedenza, la Suprema Corte si era già espressa per due volte sul caso, disponendo l'annullamento con rinvio dei provvedimenti di sequestro. Tuttavia, nelle successive udienze camerali, i giudici del tribunale vibonese avevano riconfermato il vincolo cautelare sui beni dei coniugi.
Con quest'ultima pronuncia, la Cassazione ha accolto definitivamente le tesi della difesa, rappresentata dall'avvocato Piero Chiodo, il quale ha sottolineato come la decisione sancisca la chiusura definitiva della questione relativa ai patrimoni aziendali coinvolti. Secondo quanto sostenuto dai legali nel corso delle udienze, il sequestro dei beni, tra cui la nota concessionaria di auto, risultava ormai privo di presupposti normativi solidi, specialmente alla luce dell'intervenuta prescrizione per alcuni dei reati contestati e della mancanza di prove circa l'illecita provenienza dei capitali.
L’indagine che aveva portato al sequestro si inseriva nel contesto dell'operazione "Rinascita Scott", coordinata dalla DDA di Catanzaro, mirata a colpire le strutture di potere e i patrimoni riconducibili alle consorterie criminali del vibonese. Per Cichello e Petitto, la decisione della Cassazione determina l'immediata restituzione della disponibilità dell'autosalone e dei terreni agricoli.
L'avvocato Piero Chiodo, a margine della sentenza, ha espresso soddisfazione per l'esito del ricorso, definendo il provvedimento come un atto di giustizia definitiva che restituisce dignità e operatività alle attività economiche dei propri assistiti dopo anni di blocco giudiziario.
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