"Ripensare seriamente la politica catanzarese": le riflessioni di Passafaro (PD) dopo l'intervista a Cardamone (FI)

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images "Ripensare seriamente la politica catanzarese": le riflessioni di Passafaro (PD) dopo l'intervista a Cardamone (FI)

  05 febbraio 2021 17:20


Il coordinatore cittadino del PD, Salvatore Passafaro, da attento lettore del nostro giornale ha posto particolare attenzione nella lettura della intervista rilasciata a La Nuova Calabria dal coordinatore cittadino di FI, Ivan Cardamone tanto da stilare una nota a nome dell’organismo da lui presieduto, ricca di riflessioni specie sulla parte di quanto sostenuto da Carda sulla necessita che la politica locale riparta dal ruolo dei partiti “per ridare una stabilità politica e amministrativa alla nostra città. Non vi è dubbio alcuno-quindi sia Cardamone, sia Passafaro da sponde diverse condividono una essenziale inversione di tendenza- che da un po’( a voler essere buoni!) la politica catanzarese sia precipitata nelle sabbie mobili di una palude di dove si può riscontrare anche inefficienza e poca visione politica. I fatti più recenti ed il clima che c’è a Palazzo de Nobili- (è il nome di un cultore della catanzaresità e della sua cultura De Nobili. Quindi da non confondere con il termine “dei nobili)-del resto lo confermano.

Riteniamo quindi più che utile la pubblicazione di quanto afferma Salvatore Passafaro che avvia così con le sue considerazioni sulle tesi esposte da Ivan Cardamone, coordinatore di FI, un dibattito pubblico sulle nostre pagine. (enzo cosentino)

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“Condivido l’affermazione fatta dall’esponente di FI quando dice che è necessario ripartire dal ruolo dei partiti per ridare per ridare una stabilità politica e amministrativa alla nostra città.

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Il partito politico per definizione è il luogo in cui avviene la discussione e il dibattito, all’esterno invece si creano formazioni civiche di carattere locale che rivestono un ruolo importante, ma che spesso nascono collegate a personalità specifiche che ne determinano l’esistenza.

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Ciò avviene sia nel centro sinistra che nel centro destra, basti pensare che in consiglio comunale nella maggioranza, gli unici partiti nazionali sono Forza Italia (indebolita rispetto al passato), UDC e forse la Lega (anche se non si è ancora capito se c’è o non c’è). Il resto sono tutte formazioni civiche.

Nel centro sinistra catanzarese, da un po' di tempo e al riparo dalle luci della ribalta mediatica, i partiti stanno dialogando seriamente. Si sta consolidando infatti una forte convergenza politica tra il Partito Democratico, il Partito Socialista, Articolo 1 e Italia Viva (e ci sono importanti contatti con forze civiche e movimenti). Convergenza che sta crescendo nella consapevolezza della responsabilità che le forze politiche progressiste e riformiste dovranno farsi carico di quanto necessario per rilanciare l’azione politica e amministrativa nella città di Catanzaro. Il lavoro da fare è ancora molto, ma la cosa importante è che l’impostazione con la quale si stanno portando avanti le relazioni all’interno della coalizione va in totale discontinuità con le prassi tenute in passato. Il rinnovamento che si sta cercando di rilanciare non è generazionale, ma di metodo, coscienti che tutte le forze politiche e civiche, che si riconoscono in un progetto comune, dovranno confrontarsi prima sulla progettualità e solo dopo una totale condivisione di programmi e principi arrivare ai nomi di sintesi che possono rappresentare al meglio la proposta progettuale. Lo sforzo va anche nell’ottica di superare il concetto di formazione di coalizioni eterogenee imbastite in fretta a furia solo nell’imminenza delle tornate elettorali. Il Partito Democratico ha pagato a caro prezzo questo tipo di impostazione che ha avuto come conseguenza, non solo la sconfitta alle ultime elezioni amministrative, ma addirittura di rimanere senza rappresentanza in consiglio comunale.

Posso inoltre confermare quanto detto dal Coordinatore di FI. Tra la gente cresce un clima di sfiducia e diffidenza verso questo consiglio comunale nella sua interezza, la si avverte concretamente parlando con i cittadini e ciò è dovuto a mio avviso anche all’assenza di dibattito che ha caratterizzato questa amministrazione. Non si rilevano convocazioni di Consigli su temi importanti, su come migliorare la qualità della vita (tema al centro invece della nostra piattaforma programmatica), sull’ambiente (depurazione in primis), sulla conciliazione dei tempi di vita e lavoro, sulla necessità di rafforzare le politiche di integrazione, sul commercio e l’economia cittadina, sulle periferie, sul ruolo della città all'interno del sistema sanitario regionale o su una seria riprogettazione urbanistica. I cittadini hanno esigenze diverse rispetto al passato, la vita è più frenetica e il lavoro meno stabile, questo richiede un ruolo importante da parte delle istituzioni nel cercare di rendere la vita più semplice attraverso l’implementazione di precise politiche pubbliche ben programmate e profilate sulle reali e moderne necessità della gente. Tutto ciò non sta avvenendo e la sfida che ci attende, non sarà quella di cercare di creare coalizioni solo per mera conta dei “voti” o contro qualcuno, ma sarà quella del coraggio e di riuscire a trasmettere ai cittadini un'idea di città che abbia, finalmente, un impatto positivo sulle loro vite.”

 

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