
La determina n. 28 del 1° aprile 2026 con la quale il Commissario delegato per l’edilizia sanitaria della Regione Calabria ha approvato l’accordo attuativo con la Fondazione Politecnico di Milano per la redazione del Documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP), primo snodo strategico per la futura struttura sanitaria e documento fondamentale che analizzerà le diverse opzioni progettuali per il nuovo ospedale di Catanzaro, ha il merito di introdurre, finalmente, chiarezza su tempi e modalità per l’individuazione della migliore soluzione.
In verità, nell’ultimo periodo, ed oggi è bene ritornarvi lontani dalle polemiche e dal furore di alcune posizioni preconcette, sono stati introdotti elementi chiarificatori che sono, nel mentre regnava la confusione generale, importanti ed utili.
Mi riferisco ad alcune significative prese di posizione di dirigenti ed amministratori del Pd della Città di Catanzaro, il Segretario provinciale Gregorio Gallello,attuale responsabile straordinario del PD cittadino, ed il Vicesindaco ed assessore alla Sanità Giuseppina Iemma, sulle quali posizioni convergono anche i consiglieri comunali del PD, che hanno chiaramente individuato nell’area di Germaneto la localizzazione del nuovo ospedale all’interno di un disegno di riconferma e rafforzamento dei servizi offerti dal Pugliese/Ciaccio e complessiva sistemazione di tutta l’offerta sanitaria nel Capoluogo di Regione nel mentre riserve e perplessità sono state evidenziate, da altri ambienti politici, tanto sull’insorgenza del “partito del mattone” che sulla stessa utilità di un nuovo ospedale in mancanza di innovazione tecnologica, risorse umane e disegno organico e complessivo.
Da tempo, troppo tempo, peraltro, è stato annunciato un necessario, dovuto, pronunciamento del Consiglio comunale di Catanzaro che, anche per le scelte incombenti di pianificazione territoriale, avrebbe potuto dare una decisiva indicazione; avervi rinunciato, e nei mesi scorsi il confronto è stato vivissimo e di merito, è stato un errore e le decisioni ora assunte non possono non essere considerate “mortificanti” per la Città Capoluogo di Regione salvo procedere, prima delle indicazioni che perverranno ad esito della redazione del documento di merito, ad una “chiamata” celere del Consiglio comunale che è pienamente nelle condizioni di esprimere una valutazione sulla localizzazione del nuovo ospedale.
Sulla localizzazione di Germaneto del nuovo ospedale riferisco, incidentalmente, un illuminante aneddoto: chiesi, nel corso di una iniziativa del PD Calabria proprio a Catanzaro a Germaneto, nei mesi scorsi, ad un importante decisore della Sanità del Capoluogo di Regione, presenti due amministratori comunali del mio Partito, quale soluzione, squisitamente tecnica, avrebbe proposto per la localizzazione del nuovo nosocomio; mi rispose così:” anche mio nipote di 9 anni sarebbe capace di fornire la risposta”.
Non mi soffermo su come l’area di Germaneto stia diventando, sempre più, strategica per l’intera Calabria e che i servizi importantissimi che intorno ad essa ruotano introducono “discriminanti” sull’intero sistema direzionale e dei servizi, sanitari compresi nel mentre il Governo regionale, sollecitato anche da una significativa e qualificante azione della società civile attraverso il Movimento per l’Area Urbana Catanzaro-Lamezia, avvia, con un atto di indirizzo, una forte azione di valorizzazione dell’Area Centrale della Calabria.
È chiaro che il nuovo nosocomio o piastra deve essere al servizio di tutta la Calabria al pari di tutti i servizi sanitari insistenti nel Capoluogo di Regione e che essi vanno inseriti negli strumenti di programmazione post fine commissariamento.
Le decisioni del Commissario per l’edilizia sanitaria, è evidentissimo, hanno un portato politico di chiaro rilievo rispetto al quale la responsabilità politica ed istituzionale è chiaramente interpellata ed obbligata a fornire una “sua” autonoma ed originale lettura per non smarrire senso stesso della sua presenza e missione.
Ci sono momenti nei quali occorrono scelte chiare e nette ed è evidente che è adesso il momento di esplicitarle perché nel breve e medio termine saremo interpellati a scelte impegnative ad ogni livello avendo già compreso che senza proposte chiare ed esplicite, comprensibili e dirette, non ci si riconnette al Paese e non si rilegittimano, sul piano locale, percorsi avviati o da avviare. Sia chiaro: alcune forze politiche, e tra esse di certo il PD, vogliono fare scelte e farle adesso e senza avere alcuna preoccupazione di utilizzare effetti speciali o argomenti assai delicati, come la Sanità, per inconfessati obiettivi politici.
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