
di FILIPPO COPPOLETTA
Letti ammassati nei corridoi, pazienti costretti ad attendere per giorni in spazi nati per la sola emergenza, personale ridotto all’osso. È questo il quadro drammatico che emerge dal pronto soccorso dell’ospedale “Pugliese” di Catanzaro, oggi "Ao R. Dulbecco", dove la situazione ha ormai superato la soglia dell’allarme.
Secondo la segnalazione che giunge in redazione, i corridoi del pronto soccorso sono diventati reparti improvvisati: barelle e letti occupati da pazienti, spesso in condizioni gravi, accalcati senza la possibilità di garantire la giusta privacy. Una scena che racconta di un sistema sotto pressione, incapace di reggere il peso di un afflusso costante e di una carenza strutturale ormai cronica.
Particolarmente critica la situazione dell’OBI, l’Osservazione Breve Intensiva. Per definizione, questo reparto dovrebbe accogliere i pazienti per un massimo di 24 ore, il tempo necessario a stabilizzare il quadro clinico o decidere un eventuale ricovero. La realtà è ben diversa: i pazienti restano in OBI anche una settimana, trasformando di fatto l’osservazione breve in una degenza prolungata, senza le risorse e gli spazi adeguati.
La capienza prevista è di 16 letti, ma nei giorni più critici si è arrivati a ospitare fino a 24 pazienti, molti dei quali in condizioni cliniche complesse. A fronte di questo sovraffollamento, il personale in servizio appare del tutto insufficiente: soltanto due infermieri e un operatore socio-sanitario di turno per gestire decine di pazienti, monitorare parametri vitali, somministrare terapie e rispondere alle continue emergenze.
Una situazione che mette a rischio non solo la qualità dell’assistenza ma anche la sicurezza di pazienti e operatori sanitari, costretti a lavorare in condizioni di stress estremo.
E mentre si annuncia l’uscita ormai prossima dal commissariameto sanitario per la Regione Calabria, il pronto soccorso di Catanzaro diventa il simbolo di una crisi più ampia, fatta di carenze di organico, mancanza di posti letto nei reparti e ritardi nei trasferimenti.
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