Sanità Calabria, USB diffida Regione e ASP: "Pagate subito l’indennità di emergenza-urgenza"

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  01 aprile 2026 09:14

USB Pubblico Impiego Sanità Calabria ha notificato oggi una diffida formale alla Regione Calabria, ad Azienda Zero, a tutte e cinque le ASP e a tutte le Aziende Ospedaliere calabresi per il mancato riconoscimento dell'indennità di emergenza-urgenza prevista dall'art. 69 del CCNL Comparto Sanità 2022-2024: 520 euro mensili lordi che spettano di diritto a chi ogni giorno affronta le emergenze del Pronto Soccorso e del 118. Arretrati dal 2022, mai pagati, nel silenzio totale delle istituzioni e delle altre organizzazioni sindacali.

Scrivono: "C'è un limite alla pazienza. E USB Pubblico Impiego Sanità Calabria quel limite lo ha raggiunto. Il personale del Pronto Soccorso e del 118 calabrese lavora ogni giorno in condizioni che non esitiamo a definire inaccettabili: turni massacranti, organici ridotti all'osso, violenza fisica e verbale diventata quasi una variabile ordinaria del servizio, strutture fatiscenti, responsabilità crescenti e riconoscimento economico che non cresce mai. Carenza cronica di personale che spinge i lavoratori a coprire buchi di organico che nessuno risolve. Aggressioni che si moltiplicano senza che le istituzioni intervengano con misure strutturali adeguate. E ora, a questo quadro già insostenibile, si aggiunge il mancato pagamento di un'indennità prevista dal contratto nazionale, firmata e dovuta. Chiamiamolo per quello che è: uno schiaffo in faccia a chi salva le vite degli altri.
Il CCNL Comparto Sanità 2022-2024, firmato il 27 ottobre 2025 con decorrenza economica retroattiva al 1° gennaio 2024, riconosce a tutto il personale assegnato ai servizi di Pronto Soccorso e di emergenza-urgenza un'indennità mensile di 520 euro lordi. Non un bonus discrezionale: un obbligo contrattuale, coperto da risorse già stanziate nel Fondo premialità e condizioni di lavoro. Gli arretrati maturati dal 2022 ammontano a non meno di 8.770 euro lordi per lavoratore — somme che le aziende sanitarie calabresi trattengono ignorando ogni norma contrattuale.

Quello che rende questa vicenda ancora più grave è il silenzio assordante e complice delle altre organizzazioni sindacali. Mentre i lavoratori dei Pronto Soccorso e del 118 aspettano da anni somme che il contratto già riconosce, non una diffida, non un comunicato, non un'azione concreta da parte delle sigle che siedono agli stessi tavoli di trattativa. USB è l'unica organizzazione sindacale ad aver agito. Lo diciamo chiaramente: questo silenzio non è neutralità. È complicità.

Con la diffida notificata oggi a tutti i destinatari, USB intima formalmente alle amministrazioni di:
• corrispondere immediatamente l'indennità al massimale di 520 euro lordi mensili a tutto il personale dei Pronto Soccorso e dell'emergenza-urgenza;
• liquidare in un'unica soluzione tutti gli arretrati maturati dal 1° gennaio 2022, per un importo non inferiore a 8.770 euro lordi per lavoratore;
• avviare immediatamente il confronto in sede di contrattazione integrativa aziendale per la definizione delle risorse, garantendo la piena partecipazione delle OO.SS.;
• comunicare entro 15 giorni il numero dei lavoratori aventi diritto e il piano di erogazione.

Se le amministrazioni non adempiono, USB Sanità Calabria proclamerà lo stato di agitazione di tutto il personale del comparto Sanità e organizzerà mobilitazioni e presidi sotto la sede della Regione Calabria a Catanzaro. Sono già pronti il ricorso al Tribunale del Lavoro per il pagamento coattivo degli arretrati con interessi e rivalutazione, le segnalazioni all'ARAN, all'Ispettorato del Lavoro e alla Corte dei Conti per danno erariale.

Chi ogni notte affronta un'emergenza in un Pronto Soccorso calabrese, chi guida un'ambulanza del 118 sapendo di poter essere solo, chi subisce aggressioni e il giorno dopo torna comunque al lavoro: queste persone meritano rispetto. USB Sanità Calabria è qui per loro e non si fermerà finché non verrà riconosciuto loro ogni diritto". 


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