Le ultime settimane e ancora i giorni scorsi sono stati caratterizzati dal riaccendersi della querelle sul finanziamento e sulla eventuale collocazione di un nuovo ospedale a Catanzaro. Si tratta, nella generalità, di una ridda di polemiche, perlopiù interne al centro destra, e del tutto pressapochiste e largamente incompetenti legate a moventi del tutto elettoralistici. Nè per pressapochismo e incompetenza, sembra differire la sempre misteriosa e ambigua posizione del Presidente/Bicommissario. E quel che è più grave e che non si supera la logica palazzinara dei cementificatori.
Sinistra Italiana, in una logica esclusivamente sanitaria, vuole esprimere la propria opinione partendo dal principio che l’AOU Dulbecco deve avviare un percorso assolutamente programmato e nell’ambito di una visione di sistema dell’intero Servizio sanitario regionale.
La Dulbecco dovrà avere a regime 850 posti letto complessivi tra Germaneto, il Pugliese e il Ciaccio. Una parte di questi letti va individuata portando a regime tutte le potenziali degenze di Germaneto dove permane il mistero dell’utilizzazione della famigerata ala C nonché l’apertura del secondo Pronto soccorso. Ciò consentirebbe una ulteriore razionalizzazione delle degenze del Pugliese dal punto di vista alberghiero anche ricorrendo a radicali ristrutturazioni dell’area Sud. Tutto questo, in aggiunta alla importante modernizzazione dei servizi intervenuta nell’ultimo quindicennio o ancora in corso (Blocco operatorio, Nuova Rianimazione, Anatomia patologica, Servizio trasfusionale, Laboratorio di Chimica Clinica ecc) e che è costata circa 100 milioni, consoliderebbe il Pugliese-Ciaccio come una struttura qualificata e moderna.
In questa visione parlare di abbandono, quindi, non è soltanto rinnegare una istituzione consolidata della città con tutte le conseguenze economiche, culturali e dell’organizzazione dei servizi ma anche una castroneria tecnico-sanitaria che tra l’altro riporterebbe indietro l’emergenza che invece, anche dopo l’auspicabile apertura di Germaneto, assicurerà l’adeguato soccorso alla zona nord della città e tutto il vasto comprensorio presilano.
Un nuovo ospedale non significa solo cemento ma forte sviluppo tecnologico che può essere assicurato dai finanziamenti che sono stati previsti e che vanno mantenuti e se qualche ulteriore intervento edilizio va immaginato (pensiamo per esempio a un settore chirurgico del Dipartimento Ematoncologico) essa deve essere prevista nell’area a suo tempo indicata dal Consiglio Comunale attigua al Pugliese e al Ciaccio.
Da ultimo crediamo utile ribadire che l’integrazione per essere davvero tale deve superare il pregiudizio degli universitari a Germaneto e gli ospedalieri a viale Pio X.
I dipartimenti, a parte quello dell’emergenza che deve essere presente in entrambi i poli, dovranno trovare la loro sede definitiva nell’uno o nell’altro polo.
Senza questa visione d’insieme la sanità pubblica a Catanzaro e in Calabria sarà sempre più drammatica.
SINISTRA ITALIANA si aspetta che l’assemblea dei sindaci recentemente ricostituita, abbia un importantissimo ruolo se non amministrativo certamente politico e che dal potere locale ci si attende una presa di posizione di chiarezza e una capacità di confronto con chi avanza proposte precise.
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