
Nel 2022, nel decreto emesso nella sua veste di commissario alla sanità per fronteggiare la grave carenza di medici nelle corsie degli ospedali della regione, il governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, aveva previsto l'assunzione di un numero massimo di 493 camici bianchi provenienti da Cuba. Una cifra mai raggiunta, perché secondo dati forniti dalla Regione all'AGI, il picco massimo è stato di 403 professionisti provenienti dal paese caraibico. Oggi, nei vari ospedali della Calabria ci sono 320 professionisti cubani.
Il numero più alto (116) lavora nell'ambito dell'Asp di Cosenza, che è anche la più grande della regione, poi ci sono i 62 alle dipendenze dell'Asp di Reggio Calabria, i 45 in servizio dell'Asp di Catanzaro, i 39 al lavoro alle dipendenze dell'Asp di Crotone, i 30 che hanno rafforzato gli organici dell'Asp di Vibo Valentia. Ai loro connazionali che hanno rinforzato gli organici delle aziende sanitarie provinciali, vanno ad aggiungersi quelli delle aziende ospedaliere, vale a dire i 20 dell'Annunziata di Cosenza, i 5 dell'azienda ospedaliera universitaria Dulbecco di Catanzaro e i 3 che lavorano nei reparti del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria.
Dei 403 camici bianchi cubani giunti nell'estrema regione peninsulare, alcuni hanno lasciato la sanità pubblica calabrese per trovare impiego in quella privata o per rientrare in patria.
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