Sanità. Serrao (I Quartieri): "C’è qualcosa che non torna nella vicenda del Sant’Anna Hospital"

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Sanità. Serrao (I Quartieri): "C’è qualcosa che non torna nella vicenda del Sant’Anna Hospital"
Alfredo Serrao
  21 dicembre 2020 08:56

Ha scritto ai vertici della sanità  in relazione  al blocco delle attività ospedaliere  dal prossimo 28 dicembre al Sant'Anna Hospital di Catanzaro. Alfredo Serrao, presidente dell'associazione I Quartieri chiede chiarezza.

di ALFREDO SERRAO*

Banner

 E’ ormai da giorni che il management aziendale lancia l’allarme di una possibile crisi dietro l’angolo, per una mancanza di liquidità causata, sembrerebbe, dal blocco dei pagamenti da parte dell’Asp di Catanzaro. Ma, tutto questo non ha determinato nessun risultato: l’Asp di Catanzaro ed i suoi commissari sono sempre più silenziosi, il sindaco Abramo e la città capoluogo di regione continuano nella loro caratteristica distrazione, mentre il Sant’Anna Hospital muore, facendo morire le speranze di cura dei catanzaresi e dei calabresi tutti. Giorno 18 dicembre 2020 c’è l’annuncio della sospensione dell’attività ospedaliera dal prossimo 28 dicembre 2020, la comunicazione pubblica l’ha data il consigliere regionale Francesco Pitaro (gruppo misto), l’unico che realmente si è preoccupato del “valore” del Sant’Anna Hospital nell’indifferenza più totale di quanto restano i veri attori.

Banner

L’attivazione di quel tavolo tecnico di confronto, richiesto dallo stesso Pitaro e promesso dal presidente f.f. Spirlì, intorno al quale riunire quanti hanno la responsabilità sul destino del Sant’Anna Hospital, sembra una chimera, mentre il tempo ultimo si avvicina, pronto a scoccare l’ora ultima di quella che resta un eccellenza non solo catanzarese, calabrese, ma soprattutto di livello nazionale. Numerosi sono i riconoscimenti ricevuti dal Sant’Anna Hospital, quale Centro di Riferimento per l’Alta Specialità del Cuore, come le pubblicazioni di procedure d’intervento validate nella clinica catanzarese, come ebbe a scrivere nel 2019 la rivista Cardiology quando furono attuate modalità del tutto innovative, nella procedura conosciuta con il nome di “Shockwave”. Non si può cancellare con un tratto di penna quella che resta una storia di eccellenza, un punto fermo nella derelitta sanità calabrese, fatta quasi sempre di sprechi e ruberie. Siccome la sanità non è un fatto privato che si consuma all’interno delle stanze, chiuse alla conoscenza dei cittadini, noi crediamo che Catanzaro non possa e non voglia rinunciare a quella che resta una intuizione del dott. Franco Frontera, il professore come affettuosamente lo chiamano tutti i suoi collaboratori, quello che ha aperto una speranza nelle malattie cardiache. D’altronde il Sant’Anna Hospital garantisce circa 1000 interventi annui, garantisce un team di grande professionalità, una diga contro il continuo drenaggio di risorse che vengono indirizzate fuori dalla Calabria, ma in particolare rappresenta quella eccellenza nella risposta sanitaria, confermata anche da Agenas.

Banner

L’eventuale chiusura del Sant’Anna Hospital porta con se responsabilità diffuse, ma nello specifico ne riassume altre eventuali, che per una serie di rinvii inopportuni e per la non adozione di provvedimenti amministrativi, quelli che probabilmente restano in capo all’Asp di Catanzaro, ci danno il quadro completo di un caos, oppure di una strategia scientemente ordita, forse, per portare alla chiusura di un eccellenza sanitaria tutta catanzarese, forse per quello che si può definire strozzinaggio di Stato (?). Riassumendo, ad oggi il Sant’Anna Hospital è un centro di riferimento per l’alta specialità del cuore, accreditato come soggetto erogante al S.S.N. e quindi titolare per l’erogazione di attività ospedaliere, nonostante ad oggi, primo elemento di stranezza ed irritualità, il contratto per il 2020 non sia stato sottoscritto. Sempre ad oggi sono stati erogati a favore del S.S.N., quindi a favore della regione Calabria, servizi per circa 22milioni di euro, ma i pagamenti risultano bloccati dall’Asp di Catanzaro senza una   motivazione che non può essere certamente ravvisata nella mancata firma, come atto formale, del contratto per l’anno ormai in scadenza… C’è di più, quello che lascia perplessi e che aumenta i possibili dubbi circa l’agire dell’Asp di Catanzaro, dove presumibilmente si annidano le volontà di uccidere proprio il Sant’Anna Hospital. Con la deliberazione della commissione straordinaria n.891 del 07.12.2020 è stato approvato “Adozione piano delle performance 2020-2022”, in pratica l’Asp di Catanzaro, disegna una serie di interventi per il biennio prossimo, volti al raggiungimenti di alcuni obiettivi definiti performanti per il raggiungimento dei famosi indicatori LEA e di altri ritenuti strategici anche nella riorganizzazione delle reti assistenziali, inclusa quella ospedaliera e con i soggetti erogatori. Fra gli interventi previsti per il miglioramento dei LEA e per una riduzione anche della migrazione sanitaria con il miglioramento in ambito provinciale dell’offerta, si ipotizza la valutazione di sperimentazione gestionale nell’ istituzione del Dipartimento Trasmurale Pubblico-Privato di Cardiologia – Cardiochirurgia – Riabilitazione Cardiologica, il cui elemento fondante è rappresentato dall’integrazione pubblico-privato tra la Cardiologia e la Cardiochirurgia presso il Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme ed il Sant’Anna Hospital di Catanzaro.

In pratica al nuovo Dipartimento potrebbero afferire le strutture di Cardiologia con UTIC nel P.O. di Lamezia; Cardiochirurgia – quello che oggi afferisce al Sant’Anna Hospital – verrebbe integrata nell’offerta di servizi/prestazioni in capo al Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme. A fronte di tutto questo noi ci domandiamo, tanto che il quesito è stato posto con nota pec ai Commissari Straordinari dell’Asp di Catanzaro, al Commissario ad Acta della Regione Calabria ed a quanti ne sono titolati: se il Sant’Anna Hospital viene identificato proprio nel piano delle performance 2020-2022 dell’Asp di Catanzaro, come soggetto necessario per un integrazione e la costruzione di un nuovo dipartimento di Cardiologia e Cardiochirurgia, perché ad oggi non si procede ai pagamenti di quanto dovuto? Come si può prevedere una partnership pubblico-privato con il Sant’Anna Hospital se ad oggi, nonostante vengano erogati i servizi, l’Asp di Catanzaro non ha provveduto al completamento dell’atto, con la firma del contratto di erogazione anche per l’anno 2020? Il blocco delle risorse, ipotizzabile come uno strozzinaggio di Stato, serve forse a tentare di rilevare in saldo la proprietà del Sant’Anna Hospital per asfissia, creando questa integrazione prevista? Se la creazione di questa nuova struttura dipartimentale nel P.O. di Lamezia Terme ha l’obiettivo di ridurre la migrazione sanitaria, è a conoscenza dei commissari Asp che fino ad oggi, il Sant’Anna Hospital ha da solo ridotto questa migrazione, intercettando circa il 35-40% dei LEA cardiovascolari nella regione Calabria? Perché deve morire fisicamente la realtà di Catanzaro del Sant’Anna Hospital in virtù di una prevista integrazione trasmurale a Lamezia Terme? Come si pensa di attuare questo impossibile trasferimento di tecnologie, competenze ed esperienze, quasi fosse un pacco postale? Ma soprattutto quando costerebbe questo “trasloco” ai cittadini contribuenti? Queste sono delle domande che noi crediamo siano utili a sgombrare il campo ed a difendere una realtà di eccellenza, peraltro allo stato certificata proprio dall’Asp di Catanzaro che ne blocca immotivatamente i pagamenti ed il futuro, atteso che la considera strategica nel piano delle performance 2020-2022, una validazione che non si presta a nessun altro tipo di analisi. E’ solo dopo aver fatto chiarezza, magari identificando il possibile cecchino che si annida nei corridoi Asp, che il tavolo tecnico avrà una sintesi ed un agenda da cui ripartire, senza sgambetti e senza tentativi di  scuoiare la storia ed il valore sanitario del Sant’Anna Hospital, anche questo rientra negli obiettivi di trasparenza e legalità che giustificano la presenza dei commissari straordinari nell’Asp di Catanzaro.

Non sarà possibile, ora, uccidere il Sant’Anna Hospital, i cittadini, quelli che dal 29 dicembre p.v. vorranno sapere dove andranno a curarsi per le patologie cardiache e se devono per forza morire, solo perché c’è in atto un gioco di potere, che pensa di replicare altre vicende tristi, come la fondazione Campanella. I tempi sono obiettivamente cambiati, i catanzaresi noi crediamo non abdicheranno tanto facilmente ad una eccellenza sanitaria, una delle poche sopravvissute, forse perché non saranno distratti e distanti come il sindaco Sergio Abramo, ormai lontano dalla realtà e dai bisogni concreti, quelli di lacrime e sangue, dei cittadini normali. E’ impensabile che i cittadini calabresi, debbano sempre ricorrere, magari con il cappello in mano, all’attenzione dei massimi vertici istituzionali della nostra Repubblica, solo perché la Calabria deve essere sempre classificata in fondo alle graduatorie, ma anche in fondo alle risposte che sono dovute ad ogni cittadino, senza distinguo di appartenenza geografica. Sarà un delitto, che grida e griderà vendetta, mettere per strada oltre 300 famiglie, quei professionisti che garantiscono i livelli di risposta sanitaria all’interno del Sant’Anna Hospital, non perché siamo in prossimità delle festività natalizie, ma perché Natale sarà per sempre spento come speranza per i malati della Calabria, condannati a morire ed a migrare. Ci sia almeno chiarezza e chi determina e determinerà, con il suoi silenzi o con le presunti omissioni, la morte del Sant’Anna Hospital, abbia almeno il coraggio di spiegare, di non fare rimbalzare sempre sul muro di gomma non solo le domande di tutti noi, cittadini, ma anche le risposte, quelle speranze di vita, che solo perché si tratta di uomini di Stato prestati alla sanità, non possono essere offerte a quanti chiedono, fosse anche l’ultimo dei cittadini calabresi. Siamo certi che un chiarimento ed un percorso di continuità, quella che da sempre offre il Sant’Anna Hospital, possa ritornare al centro di quel famoso, e tanto desiderato, tavolo tecnico di confronto, dove ognuno dei destinatari di questa nota, sapranno e vorranno dare un contributo significativo e trasparente, lo stesso vincolo di trasparenza e di ascolto che da sempre sottolinea il Presidente della Repubblica, al quale abbiamo inviato per conoscenza la presente, che sia portatrice di conoscenza di quanto avviene anche nell’angolo più nascosto del territorio italiano. Legalità, trasparenza e diritto alla salute meritano una risposta, quella che tutti aspettiamo dai commissari straordinari dell’Asp di Catanzaro e da quanti governano la sanità calabrese.

*Presidente dell'Associazione I QUARTIERI

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner