Sanità. Serrao (I Quartieri): "Il nuovo atto aziendale del 'Pugliese-Ciaccio' è una scelta saggia di trasparenza e di democrazia"

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Alfredo Serrao

Il presidente dell'associazione ribadisce che la scelta "ci appare un buon auspicio, dove le proposte ed i contributi rimettono sulla strada dell’efficienza e del valore multidisciplinare la struttura ospedaliera cittadina"

  02 febbraio 2021 12:01

"Esprimiamo viva soddisfazione per la decisione del commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera Pugliese-Ciaccio, dott. Francesco Procopio di redigere un “nuovo” atto aziendale, quello che nei fatti definisce il percorso e gli obiettivi da raggiungere nei prossimi anni".

Così in una nota stampa di Alfredo Serrao presidente Associazione "I Quartieri". "La storia della sanità calabrese e più specificatamente di quella cittadina - prosegue - è stata negli ultimi anni un percorso ad ostacoli, una specie di Luna Park, come avevamo contestato al dott. Zuccatelli nelle ore successive all’adozione del “suo” atto aziendale dell’AOPC, una giostra che potenzialmente continuava ad uccidere le buone pratiche sanitarie, svelando a tutti che la sanità non era più un bene comune, bensì un fatto fra private fazioni".

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"C’era una palese violazione, nelle procedure messe in atto da Zuccatelli, non solo delle norme di attuazione del piano aziendale, quanto una sfacciata soppressione, - ribadisce Serrao - forse a vantaggio di realtà private (?), di eccellenze riconosciute sul territorio, non ultimo il Dipartimento di Onco-Ematologia del presidio Ciaccio, quanto un irritualità penosa dove le decisioni sono verticistiche tanto da superare, non convocando il Collegio di Direzione, come peraltro previsto. In questa battaglia di dignità della sanità cittadina, nel silenzio penoso e costante della realtà politica locale e regionale, abbiamo avuto il supporto e la collaborazione del consigliere regionale Francesco Pitaro, che ha interrogato sulla vicenda i vertici politici e sanitari della regione Calabria ed ovviamente la solidarietà ed il supporto dei tanti medici, infermieri, operatori socio sanitari, ecc. Quelli che nonostante tutto continuano a mandare avanti una macchina, quella della sanità pubblica, ormai territorio di conquista, di consenso elettorale e di potere di tutti, ma mai considerata per quello che realmente rappresenta secondo il dettato, sempre attuale, del Dls 502/92".

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"L’emergenza Covid ha drammaticamente scoperto le carte. Ha messo in evidenza quelle che erano le incompiute e le scelte scellerate operate in sanità negli ultimi anni, che hanno fatto pagare un prezzo altissimo ai cittadini, con tante morti che gridano vendetta e con un carico di lavoro e di stress per il personale sanitario, troppe volte mortificato che ha misurato sulla propria pelle una inadeguatezza strutturale, da altri causata. Le attuali scelte del dott. Francesco Procopio in ordine alla redazione del nuovo atto aziendale dell’AOPC che privilegia il confronto interno ed il dialogo, in termini di democrazia, con il territorio, - conclude - ci appare un buon auspicio, dove le proposte ed i contributi rimettono sulla strada dell’efficienza e del valore multidisciplinare la struttura ospedaliera cittadina".

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