Sant'Anna Hospital, Usb Catanzaro: "L’ultimo baluardo di riapertura si dissolve e l’imprenditore va via"

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  06 maggio 2026 07:49

Riceviamo e pubblichiamo una nota dell' USB – Fed. Catanzaro in merito alla vicenda del Sant'Anna hospital
 
Dopo due anni di lotte per riuscire a riaprire il S. Anna hospital anche l’imprenditore/ri che si era reso disponibile si arrende e scappa da questa città spopolata. Abbiamo tentato in tutti modi leciti di mettere in moto la politica locale, abbiamo preso multe e denunce penali come USB, anche la settimana scorsa con una lettera al prefetto di Catanzaro, andata nell’archivio a fare da carta per il macero, abbiamo richiesto una convocazione con il dipartimento della salute regionale solo per capire quale attenzione la regione riservasse alla sanità locale, niente di tutto ciò nemmeno un semplice riscontro.Erano pure intervenuti alcuni politici per sollecitare l’incontro ma il risultato è che la struttura con cinque (5) sale operatorie, 90 posti letto – 10 posti di terapia intensiva – laboratorio analisi – radiologia – riabilitazione… un immobile che può ospitare servizi diagnostici chiude definitivamente, gli imprenditori sono stati portati a passeggio; ed ora hanno deposto la pazienza, investiranno risorse probabilmente in altre località.
 
In città nel frattempo ci riempiremo di spot pubblicitari, che la sanità e la rete ospedaliera, dopo la fine del commissariamento è al top, mentre la realtà ci porta a constatare che le ambulanze sono senza servizio medico, - le guardie mediche chiudono, - gli ospedali diventano piccoli studi di valutazione sanitaria - pronto soccorso al collasso, --reparti chiusi, - carenze croniche di personale e tempi d’attesa discrepanti con il concetto stesso di prevenzione e potremmo continuare all’infinito.
Il quadro che emerge quindi è: una sanità pubblica al collasso, qualche imprenditore
disponibile consumato nel tempo e la cittadinanza emigra al nord per trovare un minimo di
cura per salvarsi la vita. Nelle more del definitivo fallimento della città in termini sanitari, chi ha i soldi si fa operare dai medici priva in struttura pubblica oppure emigra in altre regioni ( occhiuto docet )
E non ci proponessero la solita retorica di pubblico o privato quando poi nella realtà la viviamo ogni giorno con tempi pubblici lunghissimi che ti costringono a pagare lo stesso pubblico per accorciare una visita prima di morire! Centosessanta euro per una visita !” A pagare o pubblico o privato è sempre l’utente che necessita di cure. Oggi ci troviamo con cento lavoratori in mezzo una strada senza stipendio e senza possibilità concreta di riprendere il lavoro, anche perché non ci sono più ammortizzatori sociali. Vorremmo solo richiamare tutti i soggetti catanzaresi ad intraprendere una battaglia locale contro l’atteggiamento regionale, nei riguardi della città e farsi carico dei livelli
occupazionali cittadini, senza lamentarsi della fuga in altre regioni dei residenti, non possono
essere i lavoratori a pagare il prezzo più alto.
 
La responsabilità se siamo tagliati fuori come città da possibili investimenti o piani industriali pubblici o di qualche “volenteroso” imprenditore è solo della politica nostrana completamente assente.
Ci aspettiamo un sussulto di orgoglio, una convocazione dal sindaco della città, dalle
autorità per costruire percorsi e trovare soluzioni che affrontino i problemi; - un percorso che
ridia dignità lavorativa alla città. Nel frattempo, non lasceremo soli i lavoratori e le lavoratrici del S. Anna hospital, e continueremo ostinatamente a cercare una soluzione insieme alle nostre strutture USB.


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