
di GIULIA CRICELLI
Ci sono luoghi che, anche quando restano chiusi per anni, continuano a vivere nella memoria di una città. Il Cinema Teatro Masciari è uno di questi. Venerdì sera, grazie alla rassegna SCHERMI - Cinema Multipiazza, quello spazio silenzioso dal 2012 è tornato a riempirsi di voci, applausi e speranze, diventando il simbolo di una comunità che non ha mai smesso di credere nel valore della cultura.

Mauro Lamanna (foto di Isabella Marino)
La sesta edizione della rassegna, diretta da Mauro Lamanna insieme a Gianmarco Saurino, ha trasformato il centro storico di Catanzaro in un luogo di incontro, partecipazione e condivisione. Per la prima volta dalla sua nascita, SCHERMI, che negli anni ha portato il cinema nelle periferie delle città italiane, ha scelto di approdare nel cuore di un centro storico: quello di Catanzaro. Una decisione dal forte valore simbolico, perché il Masciari, pur trovandosi nel centro della città, rappresenta oggi una periferia culturale, un luogo rimasto ai margini della vita cittadina e che la rassegna ha voluto riportare simbolicamente al centro.

Giovanni Carpanzano, Salvatore Conforto, Gianpaolo Negro, Francesco Passafaro, Marco Trebian, Ivan Colacino e Mauro Lamanna (foto di Isabella Marino)
La serata si svolge nello spazio antistante il teatro. Si inizia con compagnie teatrali, artisti e operatori culturali che si incontrano per testimoniare quanto il teatro continui a essere una presenza viva nel tessuto culturale catanzarese. Un momento di confronto e condivisione che vede alternarsi racconti e monologhi di Giovanni Carpanzano, Salvatore Conforto, Gianpaolo Negro, Francesco Passafaro, Marco Trebian e Ivan Colacino, insieme ai ricordi di Eugenio Attanasio, Aldo Costa, Andrea Ferrara e Aldo Ferrara Junior della Cooperativa Nuova Ipotesi, storici gestori del Masciari.
Cooperativa Nuova Ipotesi (foto di Isabella Marino)
Tra gli interventi, anche quello dell’assessora alla Cultura del Comune di Catanzaro, Donatella Monteverdi, che ribadisce la volontà dell’amministrazione di restituire il teatro alla città, spiegando come il Comune sia pronto ad avviare il percorso di riapertura, ma da oltre un anno in attesa delle risorse economiche da parte della Regione Calabria.
Donatella Monteverdi (foto di Isabella Marino)
La cultura viene raccontata anche come strumento di inclusione sociale grazie alla partecipazione delle associazioni e delle realtà del terzo settore, tra cui Astarte Donna, il Centro Servizi per il Volontariato, la Fondazione Città Solidale con la Tenda di Mamre, la Comunità Ministeriale di Catanzaro e la Cooperativa Kyosei.
Ma il momento più intenso della serata arriva poco prima della proiezione del film “Divorzio all’italiana” di Pietro Germi.
A sorpresa, sullo schermo appare un filmato. Per la prima volta dopo oltre dieci anni, il pubblico rivede gli interni del Masciari: la platea, il palco, i corridoi, gli spazi che il tempo ha lasciato immutati e che continuano a custodire i ricordi di generazioni di catanzaresi.
Nel filmato, realizzato da Isabella Marino, Mauro Lamanna attraversa il teatro insieme ad Antonio De Matteo, Giorgia Boccuzzi e Pietro Loscavo. Mentre il gruppo cammina tra le poltrone e il palcoscenico, Mauro racconta episodi della sua vita legati a quel luogo: il suo primo spettacolo, il primo film lì visto da bambino, la poltrona del primo bacio… i ricordi di un luogo che, attraverso la sua voce, diventano patrimonio collettivo.
Poi il racconto cambia tono. Dal palco compare Francesco Colella, nei panni di un attore rimasto chiuso all’interno del teatro per tutti questi anni. Con ironia e grande sensibilità interrompe il gruppo, recita il suo monologo e, prima che il filmato si concluda, chiede ai presenti un ultimo favore: riaprire il Masciari.

Francesco Colella e Mauro Lamanna (foto di Isabella Marino)
Francesco Colella (foto di Isabella Marino)
È stato il momento più emozionante della serata. Tra sorrisi e commozione, il pubblico ha seguito quelle immagini con un silenzio carico di partecipazione. Più che un omaggio, è stato un ritorno dentro uno spazio che continua a vivere nell’immaginario della città e che, almeno per qualche minuto, è tornato ad aprire le sue porte.
L’emozione prosegue con l’arrivo al microfono dello stesso Francesco Colella, accolto da un caloroso applauso. L’attore ha salutato il pubblico con parole di affetto e gratitudine, prima di introdurre la proiezione del capolavoro di Pietro Germi, regalando alla città un’altra serata in cui il cinema è diventato occasione di incontro, memoria e condivisione.
Più che una rassegna cinematografica, SCHERMI si conferma un progetto capace di restituire significato ai luoghi e alle persone, ricordando che la rinascita di una città può cominciare anche dall’accendersi di uno schermo e dal desiderio condiviso di riaprire un teatro.

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