Sciame sismico nel Catanzarese: scosse tra Amaroni, Vallefiorita, Borgia e Squillace

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  16 settembre 2026 08:01

di SETTIMIO PAONE

Un’intensa sequenza sismica sta interessando dalla notte di mercoledì 16 settembre il territorio compreso tra Amaroni, Vallefiorita, Borgia e Squillace. Numerose scosse, concentrate in poche ore e caratterizzate da ipocentri situati tra i 35 e i 40 chilometri di profondità, sono state registrate dalla rete dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

Il primo evento significativo è stato rilevato alle 3.11 nell’area di Amaroni, con magnitudo 2.4 e una profondità di 39,6 chilometri. La sequenza è proseguita alle 5.29 con una scossa di magnitudo 2.7, localizzata due chilometri a nord-est di Vallefiorita, alla profondità di 37,9 chilometri. Sono seguiti altri movimenti di magnitudo 1.4 nella stessa zona.

Alle 5.44 una nuova scossa di magnitudo 2.4 è stata registrata due chilometri a est di Amaroni, con ipocentro a 40,2 chilometri. Soltanto quattro minuti più tardi, alle 5.48, un terremoto di magnitudo 2.3 ha avuto epicentro tre chilometri a sud-ovest di Borgia, alla profondità di 35,8 chilometri.

L’attività è continuata alle 6.02 con una scossa di magnitudo 2.8, localizzata due chilometri a sud-est di Vallefiorita e profonda 38,6 chilometri. Altri eventi minori hanno interessato la stessa area nelle ore successive.
Le scosse più forti sono state registrate dopo le 7. Alle 7.04 un terremoto di magnitudo 3.5 ha avuto epicentro due chilometri a nord-ovest di Squillace, con ipocentro a 39,6 chilometri. Tre minuti più tardi, alle 7.07, una nuova scossa di magnitudo 3.1 è stata localizzata due chilometri a nord-est di Amaroni, alla profondità di 38,7 chilometri. I due eventi sono stati avvertiti da parte della popolazione anche nei centri vicini.

La successione ravvicinata degli eventi e la loro concentrazione geografica configurano uno sciame sismico, cioè una serie di terremoti localizzati nella stessa area e distribuiti in un intervallo di tempo limitato. La profondità relativamente elevata degli ipocentri può aver attenuato gli effetti in superficie.

Al momento non risultano segnalazioni ufficiali di danni a persone o edifici. La situazione resta tuttavia in evoluzione e viene monitorata dalla rete sismica nazionale. Non è scientificamente possibile stabilire in anticipo se la sequenza sia destinata a esaurirsi rapidamente o a proseguire. È quindi opportuno affidarsi esclusivamente alle comunicazioni dell’INGV, della Protezione civile e delle autorità locali, evitando allarmismi e informazioni non verificate.