Scoperte archeologiche a Civita, domani la presentazione

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  21 giugno 2019 16:24

Scoperte archeologiche a Civita, domani all’Ecomuseo la presentazione. L'appuntamento è per le 15,30. L'occasione sarà quella giusta per presentare la storia di un comune arbëresh che sta venendo alla luce grazie a  una ricerca ventennale che l’Università di Groningen (Olanda) sta portando avanti nella Valle del Raganello, di concerto con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Cosenza, il Polo museale della Calabria e le amministrazioni locali.

«Nel 2000 - spiega, con una nota, l’archeologa Francesca Ippolito, ricercatrice presso l’Università di Groningen - l’Istituto di Archeologia dell’Università di Groningen ha ufficialmente dato inizio al Progetto Archeologico Raganello. Ricerche nella valle del Raganello erano già state avviate a partire dai primi anni ’90 nei dintorni di Timpone della Motta a Francavilla Marittima e, con questo progetto, si sono poi estese a Civita, Cerchiara, Frascineto, Cassano allo Jonio e San Lorenzo Bellizzi. Il Progetto Archeologico Raganello  ha permesso - sottolinea l’archeologa Francesca Ippolito - di individuare una notevole quantità di siti archeologici che vanno dal Neolitico agli inizi dell’età del Ferro».

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Le ricerche hanno previsto campagne di scavo, ricognizioni archeologiche, prospezioni geofisiche e geoarcheologiche che hanno portato a importanti risultati scientifici concernenti lo sviluppo insediativo di lunga durata di un territorio chiave per la comprensione della protostoria e della storia della colonizzazione greca nella Sibaritide. Nel 2018 sono stati avviati scavi archeologici a Civita, in località Monte San Nicola, in seguito a pluriennali indagini di superficie e geofisiche». Gli scavi, diretti dal professore Martijn van Leusen e da Francesca Ippolito, hanno permesso – evidenzia la ricercatrice dell’Università di Groningen – di portare alla luce delle strutture in fossa relative ad un’area di attività antropica connessa a un insediamento abitato intorno al 1000 a.C., periodo fra la fine dell’età del Bronzo e gli inizi dell’ età del Ferro».

Tra le strutture, sono stati rinvenuti i resti di un forno per la cottura dei cibi, in cui sono stati trovati resti di farro. «Il prosieguo delle indagini – sottolinea l’archeologa Francesca Ippolito - mira alla scoperta del resto dell’insediamento o villaggio a cui queste strutture afferiscono, in modo da restituire uno spaccato di vita di 3000 anni fa, periodo cruciale per capire come si siano svolti in questa regione gli incontri e gli scambi con quei Greci che poi fonderanno la colonia di Sibari». 

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