
"Gioventù Nazionale Lamezia Terme, unitamente al coordinamento provinciale, esprime pieno sostegno all’azione intrapresa dal Governo su impulso del sottosegretario On. Wanda Ferro, che con determinazione ha seguito un percorso complesso e atteso da decenni e che oggi entra finalmente nella sua fase operativa con l’avvio dello sgombero e della ricollocazione degli occupanti del campo di Scordovillo. Si tratta di un passaggio storico per Lamezia Terme, che restituisce centralità ai principi di legalità, sicurezza e rispetto delle regole". Lo riferisce il Presidente del Coordinamento Provinciale di Gioventù Nazionale Catanzaro, Silvio Rotundo
"Proprio perché condividiamo questa scelta, riteniamo che questo sia il momento di essere presenti sul territorio con coraggio e senso di responsabilità. È il momento di metterci la faccia, sostenere le istituzioni e accompagnare un’operazione tanto delicata quanto necessaria, nell’interesse della città e dei suoi cittadini. Scordovillo è stato per decenni una delle più gravi emergenze sociali e ambientali della Calabria. Un intervento non più rinviabile, reso necessario anche dai ripetuti allarmi della Procura della Repubblica sulle condizioni di degrado dell'area e sui rischi ambientali e sanitari determinati dalla presenza del campo a ridosso dell'ospedale cittadino. Una situazione che imponeva finalmente una risposta concreta e definitiva da parte delle istituzioni".
"Destano perplessità le prese di posizione di alcuni Comuni del comprensorio. Il superamento del campo di Scordovillo non rappresenta infatti un problema esclusivamente della città di Lamezia Terme, ma una questione che per anni ha avuto ricadute sull'intero territorio. È bene inoltre chiarire che la ricollocazione al di fuori del comune riguarda un numero molto limitato di famiglie rom e risponde a una precisa scelta istituzionale: evitare la formazione di nuovi ghetti, favorire un reale percorso di integrazione e spezzare quei contesti di illegalità che si sono consolidati nel tempo".
«Dispiace constatare – afferma il presidente provinciale di Gioventù Nazionale Catanzaro – che le proteste provengano esclusivamente da amministratori dell'area progressista. Da anni la sinistra parla di inclusione e integrazione, ma quando queste devono tradursi in scelte concrete prevale puntualmente la logica del "non nel mio giardino". È una contraddizione evidente. A questi sindaci chiediamo, nello spirito della leale collaborazione istituzionale, quale fosse la loro proposta alternativa per chiudere definitivamente una delle più gravi situazioni di degrado sociale e ambientale del territorio. Se davvero si crede nell'integrazione, non la si può invocare soltanto in linea di principio e poi rifiutarne ogni concreta assunzione di responsabilità.»
Ci teniamo a sottolineare e perciò a ringraziare l’intera filiera istituzionale che ha consentito tutto ciò, con particolare riguardo al prefetto Castrese De Rosa e alle forze dell'ordine. Le responsabilità istituzionali si misurano con i fatti, soprattutto quando si è chiamati a governare scelte complesse.
Gioventù Nazionale seguirà con attenzione tutte le fasi dell’operazione, affinché lo sgombero e la ricollocazione avvengano nel rispetto della legalità, garantendo sicurezza ai cittadini e dignità alle persone coinvolte, senza arretramenti rispetto agli obiettivi fissati".
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