Sottosegretari, Filomena Greco (CR-IV): "Avere i numeri in Aula non significa poter disporre delle istituzioni"

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  05 ottobre 2026 15:48

«Dietro la frettolosa marcia indietro della maggioranza sui sottosegretari, prima ancora dei costi delle nuove figure, c'è una lezione politica e democratica: avere i numeri in Aula non significa poter disporre delle istituzioni a proprio piacimento». È quanto ha dichiarato Filomena Greco, Consigliera regionale di Casa Riformista – Italia Viva, alla conferenza stampa unitaria delle opposizioni a Palazzo Campanella, prima della seduta del Consiglio regionale.

 

«Lo Statuto è la Costituzione della Calabria — prosegue Filomena Greco —. E una Costituzione non appartiene mai alla maggioranza del momento, perché nasce per un unico scopo: stabilire i limiti entro i quali il potere può essere esercitato. Quello che è accaduto in questi mesi descrive una parabola preoccupante. Prima si forza la mano e si modifica lo Statuto per aumentare gli assessori e introdurre i sottosegretari, nonostante le nostre contestazioni. Poi, quando i cittadini chiedono di potersi esprimere con il referendum, si decide improvvisamente di azzerare tutto e tornare indietro. È un copione che oggi si riflette anche a livello nazionale: le riforme si possono fare, ma le garanzie e i contrappesi esistono proprio perché le regole del gioco non sono nella disponibilità di chi governa».

 

«Mentre in queste stanze si consumavano mesi a discutere di equilibri interni e strutture di supporto, fuori da questo Palazzo la situazione è diventata gravissima — sottolinea la Consigliera regionale —. Famiglie, lavoratori, agricoltori, pescatori e imprese sono in difficoltà e stanno scendendo in strada. Che i 7 milioni di euro inizialmente stanziati per il referendum vengano ora destinati all'emergenza del caro carburante è un fatto positivo, purché si traducano in aiuti seri, equi ed efficaci».

 

«Resta però una domanda di fondo: perché siamo dovuti arrivare fino a questo punto? — conclude Filomena Greco —. Bisognava occuparsi molto prima dei problemi dei calabresi e un po' meno degli equilibri della maggioranza. Le maggioranze passano e i presidenti passano. Le regole, le istituzioni e i diritti dei cittadini restano. Ed è questo che oggi stiamo difendendo».