Soverato, al via IRA Festival: una full immersion nelle arti performative tra sperimentazione e innovazione

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  20 giugno 2026 13:07

Al via sotto il segno della condivisione e dell’innovazione IRA Festival 2026. Dal 18 giugno Soverato in Calabria è diventata il cuore pulsante delle arti performative contemporanee, accogliendo artisti, operatori culturali e pubblico provenienti da tutta Italia e dall'estero per la seconda edizione del progetto ideato e co-diretto da Settimio Pisano e Pietro Monteverdi.

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Un festival che, fin dalla sua apertura, ha scelto di raccontarsi attraverso il valore delle relazioni. Nel suo discorso inaugurale, Monteverdi ha voluto condividere con il pubblico non solo l'entusiasmo per l'avvio della manifestazione, ma anche la complessità e la forza che accompagnano ogni processo creativo.

«Sono convinto che riusciremo a fare cose ancora più belle, perché la bellezza non sempre coincide con la grandezza; anzi, credo che la gioia, la bellezza e l'umanità si trovino anche, e soprattutto, nelle piccole cose», ha dichiarato il co-direttore artistico, ringraziando artisti, staff, istituzioni e pubblico che hanno contribuito al perfetto funzionamento della macchina organizzativa del Festival.

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Parole che hanno trovato eco nel messaggio di Settimio Pisano: «IRA è uno spazio di incontro, ascolto e scambio. È un luogo in cui sensibilità, pratiche e immaginari diversi si incontrano, generando nuove domande e nuove possibilità».

La serata inaugurale ha restituito immediatamente il senso di questa visione condivisa. Al Teatro sul Mare, complice anche uno scenario naturale perfetto, Fortuna – Naufragio all'inverso di Piergiorgio Milano ha aperto il programma con un viaggio poetico ed evocativo tra circo, acrobatica e danza contemporanea, mentre al Teatro Comunale il pubblico ha atteso con interesse e fermento Amazzoni di Silvia Gribaudi, una riflessione intensa e fisica sulla libertà, il corpo e la presenza femminile, un allenamento costante a stare, ad esistere, come singolarità e come “branco”.

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Al termine della performance, Gribaudi ha raccontato l'origine del progetto con parole che sembrano dialogare perfettamente con lo spirito di IRA: «È uno spettacolo in cui spero arrivi questa grande generosità che è la presenza e un senso di libertà che nasce da uno sforzo continuo, un allenamento di libertà». E proprio a Soverato, ha aggiunto, è possibile ritrovare «il senso di costruire relazioni costruttive per tirar fuori nuove idee», in un luogo «capace di rigenerare artisti e visioni».

La seconda giornata ha confermato la natura laboratoriale e internazionale del festival. Non solo i “Pitch&Drink” con curatori e artisti, sezione dedicata alla presentazione degli Open Studios e dei progetti di residenza, ma l’apertura degli stessi al pubblico. La programmazione si è aperta con The Perfect Moment, nuovo duo coreografico di Matteo Sedda, in cui i danzatori in nudo integrale si muovono secondo geometrie costanti in un gioco di potere silenzioso e magnetico.

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E ancora Gianmaria Borzillo con E la bella stanza è vuota, in scena un “ritrovo di solitudini” sull’album Diamond Jubilee di Cindy. Al tramonto, Giorgia Lolli con il suo Body Sweats (for Elsa) ha portato a compimento la sua ricerca dedicata alla Baronessa Elsa von Freytag-Loringhoven, poetessa e artista d’avanguardia, apripista del movimento Dada. Già ospite della prima edizione di Ira, aveva entusiasmato il pubblico allora come ora.

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Più tardi, a teatro, la prima nazionale di Focu Meu del coreografo marsigliese Benjamin Kahn ha indagato il rapporto tra individuo e collettività attraverso una scrittura coreografica e fisica intensa e travolgente. Infine è stata la volta di Diluvio, una pioggia battente e ritmica di luci, suoni, corpi, voci in cui Nicola Galli s’ispira al Signore delle mosche di William Golding.

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Oggi, sabato 20 giugno, il festival entra nel suo terzo giorno con una delle esperienze più radicali dell'intero programma: Stanza (Soverato) di Gaetano Palermo e Michele Petrosino. Una performance one-to-one ospitata nelle camere dell'Hotel San Domenico, dove il pubblico entra individualmente in uno spazio intimo e sospeso, condividendo il tempo con un performer immerso in uno stato di abbandono tra veglia e sonno.

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Accanto a questa esperienza immersiva, i diversi spazi del festival ospitano Malia – studio sull'incanto di Parini Secondo, Special K di Davide Tagliavini e Daughter of the Factory di Silvia Viviani, tre percorsi di ricerca che testimoniano la pluralità di sguardi e linguaggi sostenuti dal progetto IRA. La serata proseguirà con Manifestus di Jacopo Jenna al Teatro sul Mare e con la prima nazionale di Under Control dello sloveno Luka Piletič, spettacolo che chiude la giornata interrogando i meccanismi del controllo e dell'esposizione del corpo contemporaneo.

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Domani, domenica 21 giugno, il festival vivrà il suo ultimo atto senza rinunciare alla tensione verso il futuro. Oltre a Stanza (Soverato), nuovi affacci sui processi creativi con Chucao – Sensitive Interface Biome di María Catalina Jorquera, Vorreië ca scissë la lunë, concerto performativo di casagrande//giorgini e Nu di Virginia Spallarossa, progetto coreografico che si ispira all’estetica barocca. In serata sarà la volta della prima assoluta site-specific Nico, Desertshore di Giovanfrancesco Giannini, un concerto di danza ispirato alla musica, alla voce e all’universo di Christa Päffgen. La chiusura è affidata all'argentino Juan Pablo Galimberti con Todo lo que me falta, in Prima europea, lavoro teatrale che suggella la vocazione internazionale di un festival capace di mettere in dialogo geografie, poetiche e comunità differenti.

E mentre il mare continua a fare da orizzonte e da sfondo a queste intense giornate, IRA Festival conferma la propria mission più autentica: non una rassegna di spettacoli, ma una comunità temporanea costruita attraverso l'ascolto, la sperimentazione artistica e la condivisione. Un progetto culturale che continua a crescere mantenendo saldo il proprio legame con il territorio e con le persone che lo attraversano, trasformando la partecipazione in un'esperienza comune capace di generare dialogo, consapevolezza e nuove prospettive.

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