Soverato, al via la XXVI edizione di Armonie d'Arte con "Explorations" di Joe Lovano

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Soverato, al via la XXVI edizione di Armonie d'Arte con "Explorations" di Joe Lovano


  04 luglio 2026 11:00

di GAETANO MARCO GIAIMO 

È il grande jazz con uno dei suoi interpreti più celebri a livello mondiale ad inaugurare la XXVI edizione di Armonie d'Arte: la rassegna ha aperto la sua stagione 2026 ieri sera dall'Orto Botanico di Soverato con "Explorations", progetto che riunisce un quartetto di musicisti di altissimo livello capitanati dalla leggenda del sax tenore e soprano Joe Lovano. Ad esibirsi con lui, per quella che rappresenta l'unica data italiana di quest'anno del complesso, Antonio Faraò al pianoforte, Ira Coleman al contrabbasso e Johnathan Blake alla batteria.

c6b936e3-9206-4783-b8c1-5ae2467ecbe6_photo_5929065570764525266_w_watermark.webp

"È sempre un giorno speciale quando riapre la luce della cultura, dell'arte e dei luoghi fantastici come questo, specie quando tanta gente ci crede" con queste parole il Direttore Artistico, Chiara Giordano, ha dato il via all'evento. "Lo spirito di conflitto che permea i nostri giorni va combattuto con la bellezza, il percepito dell'armonia, che è positività e benessere. Armonie d'Arte ha sempre scelto il jazz, che è l'arte più sincretica in termini valoriali possibili: gli straordinari musicisti contemporanei che si esibiranno stasera vanno ascoltati tenendo a mente i mostri sacri di questo genere ma abbracciando la visione di oggi; anche per questa voglia di coniugare passato e presente abbiamo scelto di iniziare con questo concerto", ha affermato Giordano. 

La musica è la protagonista vera della serata. Sin da subito i quattro musicisti sfoggiano il proprio immenso talento, intessendo una melodia su ritmi e tempi svariati e alternando sonorità più delicate a sprazzi quasi punk, in un tributo alla più pura anima sregolata del jazz che è musica nella sua forma più intensa. Lovano, vincitore di un Grammy Award e con altre diverse nomination importanti alle spalle, scherza col pubblico a gesti e fa da trait d'union per il quartetto, sostenuto ritmicamente in modo magistrale da Blake e Coleman, che hanno un'intesa perfetta. Ed è sopra questa base che si può apprezzare pienamente il talento di Faraò, vero pianista jazz che con le sue note accompagna il sax solista che riesce a toccare le corde interiori degli spettatori, tra atmosfere sognanti e delicate o virtuosismi più sfrenati e sfacciati.

"Explorations" riesce a far risaltare le quattro personalità artistiche che, pur provenendo da percorsi differenti, condividono la stessa idea di un jazz vivo, aperto e in continua trasformazione. Il repertorio ha spaziato tra composizioni originali, standard della tradizione e un omaggio a John Coltrane e Miles Davis, senza far mancare l'improvvisazione che rende ogni esibizione unica. Il bis finale, solo pianoforte e sax, suggella il termine di un'esibizione di altissimo livello musicale e che non ha lasciato indifferente il pubblico.


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.