
"Soverato difenda la sua storia"
12 febbraio 2026 15:05"A Soverato sta per consumarsi una decisione grave, assunta senza alcun confronto pubblico e senza ascoltare i cittadini: il cambio di nome di Corso Umberto, cuore storico, sociale e identitario della nostra città".
Ad affermarlo è Azzurra Ranieri, a capo dell'opposizione in seno al Consiglio comunale di Soverato.
Lunedì 16/2 il Consiglio comunale discuterà una variazione della toponomastica che, nei fatti, cancella un nome che non è solo una strada, ma un simbolo, una memoria collettiva, un punto fermo per intere generazioni. È impensabile che dodici consiglieri comunali possano decidere, da soli, di riscrivere la storia di Soverato senza consultare il popolo a cui essa appartiene.
Non è accettabile che una decisione di tale portata venga assunta in silenzio, senza consultazione popolare, senza dibattito pubblico e senza rispetto per l’identità collettiva di Soverato. Cambiare il nome del corso principale non è un atto burocratico, ma un atto politico che incide sulla memoria, sulla storia e sull’anima stessa della città. Farlo senza coinvolgere i cittadini significa esercitare il potere contro la comunità, non per la comunità.
La minoranza potrà opporsi, ma tutto lascia intendere che la decisione sia già stata presa, confermando un metodo che esclude i cittadini e smantella, pezzo dopo pezzo, la storia della nostra comunità.
Questa non è amministrazione: è cancellazione.
Il Corso è Corso Umberto. Lo è per chi ci è nato, per chi ci lavora, per chi lo vive ogni giorno. Ai giudici vittime della mafia si intitolino vie, piazze e luoghi adeguati e condivisi: siamo a Soverato, non a Capaci, e la memoria non si onora cancellando l’identità di un’altra città.
Spero che questa città si svegli, che inizi finalmente a protestare contro un governo locale che, invece di custodire la propria storia, continua a cancellarla.
Corso Umberto è parte della nostra storia e non può finire in una seduta di Consiglio Comunale, ma le decisioni che variano l’identità della Città siano prese con referendum. Il Corso è stato già chiuso senza ascoltare la volontà della Città dalla precedente Amministrazione, ora si decide di cambiare il nome. Perché? Perché, tutta questa ossessione nel cambiare la storia, e perche tutta questa mancanza di trasparenza e comunicazione con la Città?".
Conclude: "Io spero che per la prima volta questa Città si ribelli, e faccia sentire la voce della sua identità".
Per questo motivo ha lanciato una petizione popolare, ai sensi del D.Lgs. 267/2000 (TUEL) e dello Statuto Comunale. "Le città che cancellano i propri simboli senza confronto, cancellano una parte di sé. Soverato non rinnega la sua storia. Corso Umberto I non si tocca. Per difendere l’identità della nostra città".
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