
di GIANCARLO SPADANUDA*
Nei secoli l’umanità è stata perseguitata dall’entropia (vedasi sub),e lo sarà in eterno. Nella fisica viene enunciato il secondo principio della termodinamica- prima l’ipotesi del fisico francese Carnot,e poi la formulazione del fisico tedesco Clausius. Il primo principio è il famoso “Nulla si crea e nulla si distrugge”:è ad esso che si ispira il suddetto secondo principio.
L’umanità per vivere meglio ha bisogno di molta energia e ogni volta che ne produciamo,una parte di questa energia si mescola (si degrada) con l’ambiente,generando disordine:la misura di questo disordine si chiama entropia,così come la misura del calore si chiama temperatura;c’è disordine anche nell’arte,nella letteratura,nel cinema, e così via.
Una volta raggiunto un certo livello di disordine,non è più possibile tornare al disordine precedente (vedasi più avanti quanto si afferma a proposito “dell’acquario e dei pesci”) :questo afferma appunto il secondo principio della termodinamica,il quale contiene un messaggio che si riferisce al destino ultimo dell’Uomo e dell’Universo: il mondo si avvia irrimediabilmente verso la catastrofe finale:ovvero invecchia,anche se lentamente. Possiamo affannarci quanto vogliamo,a migliorare alcune cose qua o là,ma rimane il fatto che,anzitutto,questo avrà come effetto di peggiorarne altre altrove. E poi,alla lunga,anche questi miglioramenti locali saranno comunque fagocitati nell’inesorabile peggioramento globale.
Nei primi anni di vita ,l’uomo è per definizione antientropico,poi diventa sempre più entropico,fino alla morte,ovvero alla totale dispersione nell’ambiente circostante.
Le cose che ci sembrano eterne come le montagne,i grattacieli,la luna,le stelle,il sole,l’universo intero certamente “collasseranno” prima o poi (nessuno sa quando),per entropia positiva,questo perché alla lunga nell’universo il disordine globale cresce e l’ordine globale diminuisce.
Una frase che spesso gli studiosi avanzano è : “un acquario può diventare una zuppa di pesce,ma una zuppa di pesce non può diventare un acquario”.
Catanzaro è un città ove il processo entropico è particolarmente evidente : vedasi l’intollerabile ed infinito caos (il disordine,appunto) della circolazione stradale automobilistica :in questi giorni in Viale De Filippis, fino a giorni fa in parte di Via Acri,fino a qualche tempo fa sul Ponte Morandi,e così via;ma anche in alcuni uffici pubblici... e altrove.
Il progresso,forse,vuole l’opposto che vuole la natura.
*Professore e ingegnere
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