
di Giancarlo Spadanuda
La 34esima edizione del rapporto annuale 2026 elaborato dall’ISTAT nella sezione dedicata alla pervasività del digitale,offre un quadro tragico della dipendenza:mediamente, circa 6 ore/giorno dinanzi allo schermo di
PC/cellulare;il massimo di utilizzo è intorno alle 10 del mattino,e alle 22 la sera.
Segnala l’ISTAT che “un uso molto frequente dei social, è associato a livelli più elevati di ansia,stress e insoddisfazione personale”.Il 90% delle cose che girano su Internet sono delle stupidate:infatti ognuno
può ivi condividere le proprie miserie quotidiane con schiere di amici (?) che elargiscono i loro “like”.La nuova specie di stupidi si diletta con trolls che inondano mails,blogs,forum,chats , spam, e hackers che infestano i computers di virus. Insomma la vita virtuale è ancora più stupida di quella reale..
Alle lettura del rapporto ISTAT è stato mio dovere professionale –
scientifico,andare a rileggere il testo dello psicologo Luciano Di
Gregorio:,”Psicopatologia del cellulare”,ove vengono analizzati,fra
l’altro i seguenti punti (cito molto brevemente): 1) l’uso smodato del
cellulare rivela una intolleranza della distanza,ovvero se da bambini
abbiamo vissuto la mancanza della mamma quando si assentava,il cellulare
tende a compensare quella mancanza perché la sindrome è presente e
attiva in noi; all’orsacchiotto si è sostituito il nuovo giocattolo; 2)
l’uso smodato del cellulare (anche 100/200 volte al giorno) illude un
controllo paranoico sulle persone (figlio,genitori,compagna) e sul mondo
come onnipotenza .
Il mondo interiore di chi usa troppo spesso il device digitale ,si è
molto rimpicciolito. Personalmente,nelle mie relazioni sociali-affettive
ho notato che c’è molta alexitimia,che è quella particolare incapacità
di trovare le parole per descrivere i propri sentimenti;predomina la
sterilità emotiva,e un grave impoverimento dell’immaginazione.
“L’ansia e la depressione “ di cui parla l’ISTAT hanno “vietato”
l’abbraccio ,che poi “muove il mondo” (Russel),ma anche la
comunicazione telefonica,sostituita da Wapp;ho personalmente calcolato
che si impiega più tempo a comunicare con Wapp,che con la tradizionale
telefonata,oltretutto con quello sono frequenti i “qui pro quo”,perchè
l’uso delle parole scritte è limitato per esigenze tecniche.
Nel corso di laurea in ingegneria elettronica,superai l’esame di
“TELEFONIA”;allora,non avrei mai immaginato che dopo tanti anni l’uso
del telefono sarebbe stato così distorto da un mondo completamente
impazzito, distopico (negativo) e woke (ironia e disprezzo per la
positività delle cose ,degli accadimenti storici e delle persone ).
Anche regalare un libro è divenuto sempre più “strano”,si legge sempre
meno,e l’ignoranza generale è “crassa”,come diceva mio padre;regalare
(ricevere) un libro è un gesto di intimità e fiducia,un filo invisibile
tra due mondi che si incontrano;ogni volta che lo apriamo,sentiamo la
presenza di chi ce lo ha messo tra le mani:un po' come se leggesse con noi.
Continuerò a regalare e ricevere “libri”, li leggerò per non morire di
“ansia e depressione”.
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