Spadanuda: “La prima class action contro le piattaforme digitali”

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  15 maggio 2026 15:05

di GIANCARLO SPADANUDA 


Premetto che da sempre scrivo senza l’utilizzo dell’”intelligenza” artificiale (IA) ;sono ancora in grado di comportarmi come essere pensante e per tale motivo ho deciso scientemente di lavorare e ragionare alla vecchia maniera,cioè col mio cervello e non per algoritmi (cercano di simulare i processi della mente umana,senza però pienamente riuscirci!). Vieto altresì espressamente che l’IA (software di plagio o software parassita) si eserciti attraverso i miei scritti : i big data vadano ad allenarsi sui social o sui propri archivi. Preciso anche che da sempre tutti i miei scritti sono stati offerti ai media rigorosamente a titolo gratuito, per mia scelta personale.

META ,il colosso dei social,proprietario di Facebook e Instagram,e TikTok sono sotto processo al tribunale di Milano (procedimento 29994/2025) per Class Action promossa da MOIGE (Movimento Italiano Genitori) ed altre associazioni, a difesa dei minori ,perchè:” le due società fossero già a conoscenza degli effetti dannosi dei loro algoritmi sui minori:meccanismi di rinforzo variabile,scroll infinito e profilazione comportamentale progettata per massimizzare la dipendenza degli utenti più piccoli”,così come da comunicato stampa di MOIGE. La prima udienza si è tenuta ieri 14 maggio 2026. Stranamente, né Google,nè Snapchat,sono stati citati in giudizio.

L’azione inibitoria di class,la prima in Europa a tutela dei minori nel settore digitale,mira a proteggere circa 3,5 milioni di bambini italiani fra i 7 e i 14 anni,a proposito dei quali la nostra legge di Stato statuisce che sotto i 14 anni un minore non può prestare autonomamente il consenso all’iscrizione ad una delle citate piattaforme,le quali mai si accertano dell’età.

Nel corso dell’80a sessione dell’Assemblea ONU-settembre 2025- è stato firmato un documento col quale circa 200 fra Associazioni del settore, e Premi Nobel,plaudono ad un utilizzo non perverso e prudente dell’IA.

A proposito dell’utilizzo compulsivo-ossessivo dei devices digitali (PC,Smartphone,Wi-Fi ed altro), ho citato,con miei scritti precedenti, la sconcertante relazione del nostro Senato della Repubblica,nella quale si afferma,fra l’altro, che quell’utilizzo è come la cocaina :”sta decerebrando le nuove generazioni”.


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