
di Giancarlo Spadanuda
Il Senato della Repubblica nel poco noto “Documento approvato dalla 7a commissione permanente Istruzione Pubblica”, “sull’impatto del digitale sugli studenti “, ha audito ,in primis,il prof.Spitzer ,e poi neurobiologi,psicologi,pedagogisti,educatori,arrivando a questa terribile conclusione: “una prigione senza muri in cui i prigionieri non sognano di evadere. Un sistema di schiavitù nel quale,grazie al consumismo e al divertimento,gli schiavi amano la loro schiavitù. Giovani schiavi resi drogati e decerebrati:gli studenti italiani….il nostro futuro”.Chi ricorda in queste parole l’allegoria della caverna di Platone?
Afferma infatti Spitzer :”Smartphone, videogiochi, internet, Facebook, la rete nella sua accezione più ampia sta prendendo sempre più posto nelle nostre vite. Le ricadute positive sono costantemente propagandate dai media e dai produttori di user technology: maggiore accesso alle informazioni, possibilità di istituire relazioni con persone lontane, addirittura realizzazione di una democrazia diretta. Ma Spitzer, da neuropsichiatra e neuroscienziato, studia gli effetti delle nuove tecnologie sul cervello umano e nel libro “DEMENZA DIGITALE” lancia un allarme serissimo sui pericoli per la salute nostra e dei nostri figli. Come il fumo, come l’alcol, anche l’uso delle tecnologie digitali presenta dei rischi elevati. E non solo negli abusi conclamati, come il cyberbullismo e il cybermobbing, ma proprio nell’uso quotidiano: Smartphone, videogiochi e social creano dipendenza, modificano le capacità intellettive del nostro cervello, danno vita a patologie sociali e invece di collegarci al resto del mondo, rischiano di inibire le nostre capacità di approfondire, di socializzare, di intrecciare relazioni, di amare. Il mare magno della rete finisce per essere una trappola in cui ciascuno di noi è sempre più solo.
Controllare sempre lo smartphone (anche 100 volte al giorno) può alterare il cervello;questo è un meccanismo simile alle droghe,in particolare alla cocaina,come affermano gli esperti sanitari.
I media riferiscono che un ragazzo è stato ricoverato all’ospedale San Luigi di Orbassano di Torino con sintomi tipici di una crisi di astinenza da smartphone,il quale viene considerato come una parte del nostro corpo. Che fare?
Viviamo nell’epoca diseducata per eccellenza,ove impera la “cancel culture” e la distopia. Educarsi significa sollevarsi,innalzarsi,portarsi al disopra delle incongruenze e delle follie. Vuol dire essere eterei. Educare i nostri studenti sì,ma prima cercare di rendere eterei gli adulti a cui,inevitabilmente, essi si ispirano ,imtandone,nella fattispecie, la stupidità.
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