
“Dopo la sparatoria a Rogoredo, finita purtroppo in tragedia con la morte di una persona, siamo a dir poco basiti dalla contestazione dell’omicidio volontario mossa al collega coinvolto, agli ‘albori’ di un’indagine dovuta ma in cui ancora è tutto da fare. Sembra, in pratica, che si presuma che il poliziotto sia andato in servizio per uccidere e, sinceramente, è un’impostazione a dir poco preoccupante. Mentre rivolgiamo la nostra solidarietà al collega indagato, ripetiamo che nutriamo massimo rispetto per la magistratura, con cui collaboriamo lealmente ogni giorno, ma ci pare il minimo ricordare quale sia il fondamento del servizio prestato da donne e uomini in divisa: difendere legalità e sicurezza, difendere le Istituzioni e le persone, difendere anche l’incolumità propria e dei propri colleghi, ma mai uccidere volontariamente”.
Così Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, in merito all’indagine avviata a seguito della sparatoria avvenuta ieri a Milano nel cosiddetto boschetto della droga di Rogoredo.
“E’ nota a tutti la violenza e l’imprevedibilità dei soggetti con cui i poliziotti hanno a che fare, è noto quanto questo lavoro metta a rischio della vita continuamente, ma forse non è noto cosa significhi dover assumere in una manciata di secondi decisioni difficilissime mentre è in ballo l’incolumità altrui e propria. Sono talmente tanti i morti in divisa che piangiamo ancora, mentre altri forse se ne dimenticano dopo funerali di Stato in cui fiumi di lacrime inondano una realtà spesso ipocrita, che vedere oggi il nostro collega a Milano messo alla gogna è insopportabile.
“E’ assurdo – gli fa eco il segretario Fsp Milano, Giuseppe Camardi - percepire una presunzione di colpevolezza verso i coraggiosi chiamati a fare un lavoro ormai insostenibile, continuamente messi sotto pressione con le sacrosante richieste di sicurezza che arrivano da ogni angolo del paese, salvo poi essere ‘scaricati’ e massacrati quando accade qualcosa che ‘va storto’. Così non va proprio e, ripetiamo, un lavoro già difficile diventa assolutamente inattuabile”.
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