
- «La stagione estiva ormai conclusa ci restituisce l’immagine di una Calabria con meno turisti e, soprattutto, con un numero sempre più ridotto di “migranti di ritorno”. Quell’esodo al contrario che per decenni, tra luglio e agosto, riempiva le piazze e riapriva le case dei centri montani si esaurisce sempre più rapidamente, lasciando dietro di sé un vuoto demografico, sociale ed economico che non possiamo più ignorare».
È quanto afferma Fabio Guerriero, esponente di Progetto Civico, intervenendo sul progressivo spopolamento dei piccoli comuni calabresi e sulla necessità di costruire una strategia regionale capace di affrontare un fenomeno destinato a incidere profondamente sul futuro della Calabria.
«Con il tasso di natalità ai minimi storici e la continua partenza dei giovani verso le altre regioni o l’estero, il destino di molti comuni calabresi rischia di essere segnato. I dati Uncem indicano che, entro i prossimi quindici anni, il 40 per cento dei nostri paesi potrebbe andare incontro all’estinzione demografica. Non siamo più davanti a un semplice campanello d’allarme, ma a un processo già in corso che sta progressivamente indebolendo le comunità, i servizi e l’economia dei territori».
Secondo Guerriero, un’inversione di tendenza sarà possibile soltanto abbandonando la politica degli annunci e costruendo, in tempi brevi, un’agenda chiara e non negoziabile, fondata su cinque direttrici fondamentali.
«La prima priorità è la certezza dell’accesso alle cure. Potenziare i presidi di continuità assistenziale, garantire una rete efficiente di medicina territoriale e assicurare tempi rapidi di intervento del 118 rappresentano le condizioni minime per consentire a una persona o a una famiglia di continuare a vivere in Calabria. Nessuno può scegliere di trasferirsi o di tornare nella nostra regione se non ha la certezza di poter accedere ai servizi sanitari essenziali secondo standard qualitativi accettabili. Curarsi dignitosamente nella propria terra deve smettere di essere un’utopia e tornare a essere un diritto costituzionale concretamente garantito».
La seconda direttrice indicata da Progetto Civico riguarda la scuola, l’università e la formazione. «Per frenare lo spopolamento occorre contrastare la chiusura dei plessi scolastici nei borghi attraverso modelli didattici innovativi. Bisogna rafforzare i finanziamenti e i collegamenti con gli atenei calabresi e creare poli formativi capaci di dialogare con il bacino euromediterraneo, che ha bisogno di competenze specialistiche, innovazione tecnologica e nuove classi dirigenti».
«La sfida geopolitica del Mediterraneo – prosegue Guerriero – si può vincere trasformando la Calabria in un polo culturale e formativo d’avanguardia: non più periferia dell’Europa, ma baricentro logistico e intellettuale, capace di attrarre investimenti, studenti e giovani professionisti provenienti dall’intera area euromediterranea».
Altrettanto centrale è il tema degli asili e dei servizi per l’infanzia. «Le politiche per la natalità passano necessariamente dalla disponibilità di servizi integrativi. Garantire posti negli asili nido gratuiti o a costi economicamente sostenibili è indispensabile per sostenere l’occupazione femminile e permettere alle giovani coppie di mettere radici nei nostri comuni. Non è credibile invitare le famiglie a fare figli senza creare le condizioni necessarie per conciliare la genitorialità con il lavoro e la vita quotidiana».
Il quarto punto riguarda la gestione dei flussi migratori mediante politiche rigorose e trasparenti di inclusione lavorativa. «L’accoglienza non può essere affrontata soltanto come un’emergenza, né può poggiare esclusivamente su politiche assistenziali o pietistiche. Deve diventare una scelta demografica, sociale ed economica governata con responsabilità».
«Servono percorsi di integrazione lavorativa seri, capaci di contribuire al ripopolamento dei borghi, alla rigenerazione dei mestieri tradizionali e alla copertura della carenza di manodopera nei settori strategici. Pensiamo all’agricoltura, all’artigianato e alla cura della persona, a cominciare dall’assistenza agli anziani. Inclusione significa costruire regole, diritti, doveri e opportunità reali per chi arriva e per le comunità che accolgono».
L’ultima direttrice riguarda i trasporti e le infrastrutture. «I costi spesso proibitivi dei collegamenti ferroviari e aerei verso i principali centri economici e produttivi italiani ed europei si sommano a una rete viaria interna estremamente precaria e obsoleta. Questa condizione rende più difficile muoversi, lavorare, studiare, fare impresa e tornare nella propria terra».
Per Guerriero è necessario intervenire contemporaneamente su due fronti: «Da una parte occorre stanziare risorse immediate e strutturali per calmierare i prezzi dei biglietti aerei e ferroviari, abbattendo quella che nei fatti è una tassa sull’insularità e che penalizza cittadini e imprese calabresi. Dall’altra bisogna avviare un piano straordinario per l’ammodernamento e la messa in sicurezza delle arterie stradali interne, senza le quali numerosi borghi continueranno a restare isolati».
«Lo spopolamento – conclude Fabio Guerriero – non si contrasta con gli slogan o con iniziative episodiche. Bisogna ricostruire una dorsale di diritti, servizi e opportunità che renda possibile vivere in Calabria durante tutto l’anno. Soltanto così potremo trasformare i nostri territori da luoghi di rassegnata partenza in comunità nelle quali scegliere consapevolmente di tornare e di restare».
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