
di SETTIMIO PAONE
Stalettì ha vissuto una giornata intensa, carica di significato e di emozione, di quelle che restano impresse nella memoria collettiva. La presentazione del restauro degli affreschi della chiesa dell’Immacolata Concezione ha rappresentato molto più di un semplice momento istituzionale: è stato il segno concreto di una comunità che non dimentica le proprie radici e che sceglie di prendersene cura.
Un percorso lungo, fatto di impegno e sensibilizzazione, che negli anni ha visto protagonisti cittadini, associazioni e realtà culturali. Fondamentale è stata la campagna portata avanti anche grazie al FAI e al contributo del blogger Giampiero Taverniti e del giornalista Salvatore Condito, capaci di accendere i riflettori su un patrimonio che rischiava di essere compromesso dal tempo e dall’umidità.
Determinante, poi, l’intervento delle istituzioni. Grazie all’impegno del vicepresidente della Provincia di Catanzaro Francesco Fragomeni e al sostegno del Governo, il Ministero dei Beni Culturali ha stanziato 300 mila euro per un intervento di somma urgenza. Un primo passo decisivo che ha consentito di mettere in sicurezza la struttura e avviare il recupero delle opere.
L’intervento, affidato all’impresa Orfeo di Napoli, ha restituito luce e dignità ai primi affreschi, riportando alla bellezza originaria anche la figura di San Gregorio Taumaturgo, simbolo di una devozione antica e profonda. Un lavoro definito “in emergenza” dal soprintendente Argenti, necessario per salvaguardare la volta della chiesa e arrestare un degrado che rischiava di diventare irreversibile.
Ma lo sguardo è già rivolto al futuro. Come sottolineato dallo stesso Fragomeni, si lavora ora a un progetto più ampio da 500 mila euro, con l’obiettivo di completare il recupero e restituire pienamente alla comunità un luogo identitario. Un impegno che assume anche un valore personale, visto il legame del vicepresidente con questo territorio.
La presentazione ufficiale si è svolta nella chiesa matrice alla presenza del sindaco Mario Gentile, dell’arcivescovo Claudio Maniago, del prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa, delle autorità militari e del parroco Don Rosario Greto, punto di riferimento spirituale della comunità.
Una giornata che ha avuto il sapore della rinascita. Perché quegli affreschi non sono soltanto opere d’arte, ma pagine vive della storia di Stalettì, testimonianza di una fede che attraversa i secoli. E oggi, grazie a un lavoro corale, quella storia torna a parlare, restituendo alla comunità un pezzo della propria anima.
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