Strage Amendolara, Don Roberto Corapi: "Una tragedia che grida giustizia e scuote le coscienze"

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  05 giugno 2026 08:21

Don Roberto Corapi si unisce alle parole di Monsignor Francesco Savino e alla sua ferma denuncia di fronte alla tragedia che ha strappato alla vita quattro braccianti agricoli pakistani. «Le parole del Vescovo Savino sono un pugno nello stomaco per ogni persona di buona volontà: “Come può un uomo ardere vivi i suoi simili?”. Una domanda che oggi attraversa la Calabria e che non può lasciare indifferente nessuno.»

Pensare a quattro uomini bruciati vivi, chiusi all’interno di un’automobile, è qualcosa che sconvolge la coscienza umana. È un’immagine terribile che provoca dolore, sgomento e indignazione. Davanti a una simile tragedia non possiamo restare in silenzio né abituarci all’orrore.» 

Da sacerdote impegnato accanto ai giovani, agli ultimi e a quanti vivono situazioni di fragilità, Don Corapi richiama il valore sacro della vita umana.

«Questi quattro lavoratori non sono numeri né una notizia destinata a scomparire dalle cronache. Erano uomini, con una storia, una famiglia, sogni e speranze. Morire bruciati vivi, intrappolati in un’automobile, rappresenta una ferita profonda per l’intera società e impone una riflessione seria sul rispetto della dignità umana.»
Don Corapi ribadisce la piena condivisione delle parole di Monsignor Savino, che ha definito questa vicenda un’offesa a Dio.

«Ogni volta che la vita umana viene umiliata o spezzata in modo così drammatico, viene ferita l’intera umanità. Questa tragedia deve scuotere le coscienze, abbattere l’indifferenza e generare un rinnovato impegno per la giustizia, la solidarietà e la tutela di ogni persona, specialmente dei più deboli e degli ultimi.»
Il pensiero e la preghiera di Don Roberto Corapi vanno alle famiglie delle vittime, nella speranza che il loro dolore non venga dimenticato e che da questa immensa sofferenza possa nascere una più forte coscienza civile e umana.


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