
Se Mimmo Rotella strappava i manifesti pubblicitari per realizzare i suoi celebri “dècollages”, Umberto Falvo – che del Maestro è sempre stato un fervido ammiratore – inventa oggi una tecnica all’incontrario: intervenire artisticamente sul “quel che resta sui muri”, su quella speciale “tela” formata dagli spazi pubblicitari dove le intemperie trasformano i manifesti, lacerandoli, scolorendoli, staccandoli dal supporto.
Falvo, in questo omaggio a Rotella nel ventesimo anniversario della morte, trae sicuramente ispirazione dall’intuizione geniale del Maestro di indagare la realtà urbana attraverso i segni della pubblicità e del consumismo. Con una sostanziale novità: mentre Rotella, con il suo atto di lacerare i manifesti, compiva un atto rivoluzionario, quasi una forma di protesta, Umberto si propone di “ricomporre” il rapporto dell’arte con il mondo reale, proponendo un messaggio di speranza e di trasformazione positiva.
“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”, scriveva Fabrizio De Andrè. Falvo dimostra, con questa sua originale sperimentazione, che dai muri tristi e vuoti che ospitano i resti dei manifesti pubblicitari può nascere una rappresentazione nuova della realtà.
“Mimmo Rotella – spiega l’artista - andando in giro per le città staccava i manifesti cinematografici o pubblicitari dai muri, li portava nei suoi studi e li rincollava creando i suoi dècollages. Io invece girando per le strade delle città vedo i manifesti pubblicitari che il vento e l’acqua piovana staccano dai muri, il sole li scolorisce, sono immagini trasformate dalle intemperie, e a questa vista mi viene subito in mente di fotografarli, tornato a casa li scarico sul mio pc e inizio a guardarle con occhi diversi e a manipolarle graficamente”.
Il progetto “Sui muri quello che resta- Omaggio a Mimmo Rotella” in realtà nasce nel 2018, quando Falvo ne parla con due critici esperti come Tonino Sicoli e Antonio Viapiana, a loro volta molto amici e profondi conoscitori del Maestro. Poi una serie di eventi, tra cui l’ondata del Covid, ne hanno rallentato lo sviluppo.
Le prime due opere che fanno parte di questa idea-progetto sono state appositamente realizzate ed esposte al pubblico in occasione dell’evento “ DISUBBIDITE”, voluto da Marisa Cortese e Tea Mancuso, per una mostra ispirata alle parole e ai testi di Michela Murgia, tenutasi nell’aprile del 2024 a Catanzaro nella Galleria Arte Spazio di Via Lucrezia della Valle.
La produzione si è molto arricchita in questi anni e prossimamente sarà oggetto di una mostra che sarà curata dalla giornalista ed esperta d’arte Manuela Dragone.
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