Sul "caso" Pivetti, Vincenzo Speziali: "Non gioisco, ma la Prima Repubblica era tutta un’altra cosa!"

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Sul "caso" Pivetti, Vincenzo Speziali: "Non gioisco, ma la Prima Repubblica era tutta un’altra cosa!"
Vincenzo Speziali
  19 novembre 2021 21:44

di VINCENZO SPEZIALI

Correva l'anno 1992, quando all'inizio della nuova Legislatura, faceva ingresso in Parlamento, una che si definiva ortodossa cattolica ( vai poi a vedere se così fosse intimamente, oppure per propaganda?), con tanto di croce vandeana al collo, foulard d'ordinanza e tallieur di color tinta pastello: rosa shocking, piuttosto che verde pisello!

Banner


Parlo della On. Irene Pivetti, chiaramente, la quale oggi si ritrova al centro di un'inchiesta per evasione fiscale e altro -con relativo sequestro cautelativo di 4 milioni di € - che in quel lontano inizio degli anni 90, solcava i saloni di Montecitorio, non come la cavalcata della valkiria, bensì con il passo insulso dei giustizialisti e falsi moralisti, tipici del "braccio armato e inconsapevole" dei sobillatori o fomentatori, a scapito delle fondamenta democratico repubblicane.
Si sperticava in giudizi sommari, definitivi, condendoli con condanne senza processo, quindi preventive, in sfregio al buon senso, alla verità e allo Stato di Diritto, costituito, difeso e garantito, proprio da quella classe politica il cui cardine era la Democrazia Cristiana (con i suoi alleati laici di coalizione governativa) sulla quale si abbatteva la scure della falsa rivoluzione.
Era lì la Pivetti (oggi indagata) a sentenziare certezze e peccati, quasi che il ruolo le competesse in base a non si sa quale autorità o autorevolezza, però rimaneva ferma nel suo discorrere privo di un pensiero forte.
L'odierna e attempata ex signorina (benché in quei lustri avesse alle spalle un matrimonio annullato in sede rotale), criticava i politici presuntamente maneggioni, mai pensando che essa , nel futuro potesse essere accomunata a loro, però con una serie di differenze abissali.
La prima: i Forlani, gli Andreotti, i Craxi, Prandini, i Pomicino e altri ancora, non solo erano unici -già di per sé classificarli al plurale sarebbe improprio ma rende onore e giustizia a coloro i quali facevano parte di quella stagione, in quanto l'ultimo parlamentare dell'epoca era uno statista rispetto agli attuali- ma, soprattutto ciascuno era un politico!
La seconda: vi era finanziamento illecito, ma serviva alla politica per la politica, posto che financo il PCI è risultato invischiato in tale pratica, con la differenza che dalle parti di Botteghe Oscure i danari erano made in URSS, ragione per cui gli eredi di Togliatti avrebbero dovuto essere giudicati con il codice penale militare, seppur applicato ai tempi di pace, in quanto i sovietici erano nemici bellici dell'Italia e della Nato di cui noi facevano e facciamo parte (alla faccia della presunta superiorità morale di berlingueriana memoria).
La terza: anche dopo l'essere usciti dall'agone, sia durante la Prima Repubblica, sia a maggior caso e ragione in avvento della Seconda - la cui materializzazione dovrebbe essere oggetto, quantomeno, di Commissione Parlamentare di inchiesta- a nessuno dei protagonisti è mai stata mossa un'ipotesi di reato simile, ovvero evasione fiscale, eventuali riciclaggi e cose del genere.
Ciò è accaduto dopo di loro e anche per tali motivi gli italiani dovrebbero conoscere ed avere strumenti per riflettere.
Alla Onorevole Irene Pivetti, nonché signorina, appellandola così, poiché ritornata single, dopo la fine financo del suo secondo matrimonio -il quale difficilmente potrà essere pure esso annullato dalla Sacra Rota, dato che questo "record" non lo ha nemmeno conseguito Pier Ferdinando Casini (sarà la maledizione degli ex Presidenti della Camera, come sono entrambi? Vai a saperlo)- suggerirei, poiché necessita, evidentemente di lavorare (dicendo di farlo, pure per la socialità) di darsi al pentitismo: sarebbe utile conoscere l'interna corporis della Lega, dalle origini (misteriose?), alle pratiche di affermazioni degli anni di cui parlavo, in quanto molto vi è da appurare.
Certo, non gioisco per vicende giudiziarie altrui, ma che almeno si faccia ammenda dei passati mal comportamenti, questo si: sarebbe il minimo dovuto!

Banner

Vincenzo Speziali
Coordinatore Regionale Politico Federativo di Noi con l'Italia e Federazione Popolare dei Democratici Cristiani Calabria

Banner

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner