
di ANTONELLO TALERICO*
Per capire come si governa la sanità in Calabria basta seguire una graduatoria: quella dei dirigenti amministrativi dell'ASP di Vibo Valentia, approvata il 24 novembre 2022. In quindici mesi il Consiglio regionale ha approvato quattro leggi di proroga delle graduatorie della sanità: la n. 34 del 2024, che porta la mia firma, le n. 6 e n. 12 del 2025, infine la n. 3 del 29 gennaio 2026, che allunga di altri ventiquattro mesi quelle in scadenza nel 2026 per “preservare il capitale umano” ed evitare “ulteriori e gravose procedure selettive”. Due mesi dopo, nella legge omnibus n. 11 del 1° aprile 2026, l'articolo 18 aggiunge alla legge n. 3 quattro parole: “e non già prorogate”. Primo firmatario Angelo Brutto. Gli stessi. Nessun passaggio nella commissione Sanità, che Brutto presiede, nessuna analisi tecnico-normativa, nessun parere del Dipartimento. Il capitale umano da preservare a gennaio diventa zavorra ad aprile. A pagare sono proprio le graduatorie di chi aspetta da più tempo. Quella di Vibo nasce da un concorso bandito nel 2016 e chiuso nel 2022: con quelle quattro parole la Regione si prepara a considerarla chiusa a fine novembre.
Al posto delle graduatorie non sono arrivati concorsi aperti a tutti, ma procedure tirate fuori dal cassetto e incarichi a termine ex articolo 15-septies del decreto legislativo n. 502 del 1992, che dovrebbero essere un'eccezione. Dall'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato del 2011 la giurisprudenza amministrativa ripete che, quando l'amministrazione decide di coprire un posto, lo scorrimento delle graduatorie valide è la via ordinaria e il nuovo concorso va motivato. La Regione lo sa, perché lo ha scritto: con il DCA n. 315 del 5 dicembre 2025 il commissario ad acta, cioè il presidente Occhiuto, imponeva alle aziende di scorrere le graduatorie vigenti prima di bandire nuovi concorsi.
Il 19 febbraio 2026 Azienda Zero convoca gli idonei per tre posti a tempo indeterminato. Il 2 marzo rilancia a nove: uno a Vibo, uno al GOM di Reggio, due all'ASP di Cosenza, cinque all'ASP di Catanzaro. Quei nove posti avrebbero esaurito la graduatoria di Vibo e aperto quella di Crotone. Poi le chiamate vengono revocate, senza che agli idonei sia mai stata data una ragione. L'urgenza evapora.
A Cosenza si va oltre. L'ASP che a marzo chiedeva due dirigenti dalla graduatoria, il 3 settembre convoca alla prova scritta i candidati di un concorso per due posti bandito nel 2021. La procedura, ferma da quattro anni, resta in piedi anche dopo la richiesta pubblica di revoca del Comitato PA Calabria. La prova del 13 ottobre slitta al 4 novembre “per sopravvenuti e imprevisti impegni istituzionali”, con una nota protocollata l'11 ottobre, di domenica.
Intanto la Regione cura un'altra graduatoria: quella del concorso per un solo posto di dirigente amministrativo della Giunta, chiusa dalla commissione il 25 marzo 2026 (una settimana prima dell'articolo 18) e approvata con il decreto n. 6643 del 21 aprile, un vincitore e dieci idonei. Il decreto indica la seduta della commissione una volta al 25 e una volta al 31 marzo, quando il Formez aveva già trasmesso la graduatoria il 30. Otto giorni dopo serve una rettifica, il decreto n. 7368. L'8 luglio, con il decreto n. 12006, la Regione dispone l'assunzione di altri due idonei pur sapendo che la graduatoria è impugnata al TAR, tanto da inserire nei contratti una condizione risolutiva. La graduatoria di casa, già sotto ricorso, si scorre in fretta. Quella della sanità si lascia morire. La logica è una sola: non si consumano le graduatorie, si scelgono le persone ! Le carenze di Azienda Zero basterebbero ad accogliere anche gli idonei della Giunta, ma le regole che la sanità regionale si è data lo impediscono finché sono vive le graduatorie di Vibo e di Crotone: il DCA 315 impone gli scorrimenti e la stessa Azienda Zero, il 19 febbraio, scriveva di procedere “dalla graduatoria più vecchia alla più recente”. Si racconta che l'ordine di tenere i dirigenti amministrativi fuori dalla nuova legge sugli idonei sia arrivato dall'alto. Se non è vero, lo si dimostri scorrendo subito Vibo e Crotone.
Se fossi tra quegli idonei non esiterei un minuto: le condizioni ci sono tutte. Davanti al giudice del lavoro si può far valere il diritto allo scorrimento, perché le aziende hanno deciso di coprire quei posti e il DCA 315 le obbliga ad attingere alle graduatorie vigenti prima di ricorrere a nuovi concorsi o a incarichi a termine. Davanti al TAR si può impugnare la scelta dell'ASP di Cosenza di riattivare il concorso del 2021 invece di chiamare gli idonei, con una domanda cautelare prima della prova del 4 novembre. E sull'articolo 18 la strada della Corte costituzionale è aperta: una norma che colpisce solo le graduatorie più vecchie, rovesciando in sessanta giorni la motivazione della legge che modifica e senza alcuna istruttoria, regge male davanti agli articoli 3 e 97. La soluzione giuridica corretta è una sola : la Regione deve abrogare l'articolo 18, riprendere subito le chiamate revocate pubblicandone gli atti e sospendere le procedure riattivate per posti che si possono coprire con graduatorie valide, a partire da Cosenza.
Forza Italia è il partito del merito e della certezza delle regole. Non può diventare in Calabria quello delle quattro parole infilate in una legge omnibus (...che pochi consiglieri sanno leggere) per spegnere una graduatoria scomoda. Chi ha vinto un concorso non chiede favori... Chiede che la Regione rispetti le leggi che ha approvato e gli ordini che ha firmato.
*Componente del Coordinamento regionale di Forza Italia
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