Tallini: "Reggio Città metropolitana, FI Catanzaro attacca anche Berlusconi"

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  03 ottobre 2026 10:01

di DOMENICO  TALLINI*  

E’ talmente in stato confusionale il gruppo di Forza Italia che riesce non solo a fare pasticci su date ed eventi, ma arriva a definire il “più grande scippo subito dalla città di Catanzaro” la scelta di Silvio Berlusconi di istituire la Città Metropolitana di Reggio Calabria. Forza Italia che attacca sé stessa e indica Berlusconi, che fu il protagonista di quella volontà, come un nemico del Capoluogo. C’è una ragione in più per i catanzaresi di non votare Forza Italia. Facciamo un po' di chiarezza, anche a beneficio dei cittadini.  Reggio Calabria viene inserita tra le Città Metropolitane con la legge n.42 del 2009 sul federalismo fiscale, votata dalla maggioranza di centrodestra e grazie ad un emendamento presentato dal vicecapogruppo del PdL Italo Bocchino e sostenuto dal ministro leghista Roberto Calderoli. Berlusconi lo aveva promesso all’allora sindaco reggino Scopelliti durante le interlocuzioni per il trasferimento dei Bronzi di Riace al G7 alla Maddalena. Ora il gruppo di Forza Italia chiede conto a me, che all’epoca ero un semplice consigliere regionale “cane sciolto”, di una mancata reazione a quella che fu certamente una forzatura istituzionale, quando alla Camera sedevano ben quattro deputati di Catanzaro, di cui tre facenti parte della maggioranza di centrodestra. Non faccio ovviamente i nomi perché sarebbe sgradevole. Non ricordo barricate da parte di sindaci, presidenti della Provincia, presidente della Regione, né sollevazioni popolari. Chi doveva difendere Catanzaro?
Quando io divento assessore nella giunta regionale di Scopelliti, nel 2010, la questione Città Metropolitana è già chiusa, anche se poi ci saranno altri provvedimenti legislativi  come la legge Del Rio sul riordino delle Province.
 
Ora mi aspetto che il gruppo di Forza Italia mi attribuisca anche la tripartizione della Provincia del 1980 e l’istituzione del Consiglio Regionale a Reggio Calabria del 1970.I forzisti catanzaresi parlano di incoerenza. Se c’è qualcuno che non può parlare di coerenza e fedeltà al centrodestra è l’attuale guida di Forza Italia che dopo avere apertamente appoggiato alla Provincia il presidente di sinistra Enzo Bruno ha votato convintamente nel 2014 contro il candidato presidente della Regione Wanda Ferro, sostenendo l’avvocato reggino Nico D’Ascola. Ma alla gente, sinceramente, non interessa nulla di queste piroette del passato. Ci sono tante pagine oscure che grazie alla fervente attivita’degli anonimi consiglieri piano piano verranno tutti a galla e per questo li ringrazio pure. Per esempio la incriminazione dell’intero consiglio comunale che ci fece guadagnare il triste primato di consiglio comunale piu’indagato d’italia. Non è stato certo un caso poi che il maggiore responsabile in quella vicenda giudiziaria non sia stato attinto dallo stesso provvedimento.Lo stesso Presidente da me sollecitato a difendere il consiglio e i singoli consiglieri da accuse assurde preferi’ invece tacere.
Forse perché, a ben pensarci, in quella inchiesta poteva entrarci proprio lui il caro Presidente pro tempore scampato solo a causa di una indagine ad orologeria, che doveva salvaguardare proprio chi aveva il ruolo di vigilare e controllare. E ci sono tante altre cose interessanti che potrebbero venire fuori….Ognuno vada per la sua strada. La mia resta quella di difendere, per quanto posso e senza alcun ruolo istituzionale, quel che resta di un Capoluogo indebolito. La mia non è una critica a Cannizzaro e Occhiuto che fanno il loro mestiere e l’interesse dei loro territori. E’ Catanzaro che deve rialzare la testa, con una classe dirigente più coraggiosa e orgogliosa.
 
*già presidente del Consiglio Regionale