
La splendida provincia di Catanzaro, nello scrigno di Raccontando la Calabria - Il viaggio continua di Gianpiero Taverniti, occupa un ruolo di primo piano tra i luoghi e i personaggi incontrati dall'autore. L’autore stesso afferma di aver avuto il grande onore di poter raccontare la Calabria, dopo averla vissuta e visitata in lungo e in largo, cogliendone soltanto gli aspetti positivi al solo fine di evidenziarli e richiamarli per una maggiore azione di tutela, valorizzazione e promozione. In questa seconda guida raccontata "sul campo", gli ingredienti di questo straordinario "morzello" donano quel gusto piccante di giusta consapevolezza che la regione offre sul tavolo turistico e naturalistico.
Raccontando la Calabria parte dall’interessante e importante poker di borghi che inizia da Santa Caterina dello Ionio, con il suo grazioso centro identitario, le sue chiese, i suoi caratteristici catoji e le trattorie che regalano i sapori autentici della terra. Si tratta di paesini dell'entroterra che sorprendono e accolgono i visitatori "armati" di tranquillità: la stessa serenità che la vicina Isca Superiore dona, seppur con il rovescio della medaglia fissato da un murales in piazza. Quest'ultimo richiama lo spopolamento subito in passato, causato dai tanti cittadini che non riuscivano a trovare opportunità lavorative in loco. Il luogo è inserito nel Cammino Basiliano che, nella sua 46ª tappa, conduce al Cantone di San Giovanni, dove si trova un'importante incisione rupestre.
Nella terza tappa del poker giungiamo a Sant'Andrea Apostolo dello Ionio, che dista una ventina di chilometri da Santa Caterina. Originariamente eretto come borgo medievale collinare agli inizi del X secolo, il comune catanzarese è composto da tre zone: dalla frazione marina, attraversata dalla SS 106, che regala splendide sabbie bianche e acque cristalline in un contesto naturalistico di pregio — dato che l’area costiera è spesso scelta per la deposizione delle uova dalle tartarughe Caretta caretta e vede ogni anno la copiosa fioritura del Pancratium maritimum (il bellissimo giglio di mare) — fino al borgo collinare e un territorio naturalistico di pregio sull'altopiano. Una full immersion regala l’idea del conglomerato medievale circondato e "murato" da tante abitazioni, un fenomeno comune a diversi centri dell’entroterra edificati senza i vincoli dell'epoca. Colpiscono le chiese, i palazzi nobiliari e le passeggiate nel cuore del borgo fra viuzze, piazzette e affacci pronti a regalare spettacoli e albe ioniche che meriterebbero di essere dipinte per la loro esclusiva luminosità.
Si completa questo poker risalendo verso San Sostene, confinante con la commerciale e sviluppata Davoli. A soli sette chilometri, si trova un altro borgo delle aree interne calabresi, svuotato dalle migrazioni verso il nord Italia e verso l’estero. La "città del vento" è circondata da un polmone verde che accoglie un sentiero naturalistico intitolato al brigante Momo, solito nascondersi e frequentare i monti circostanti durante il periodo del brigantaggio. Pregevoli sono anche le sue coste, ricche di sabbia bianca, acque cristalline e profumate dai gigli di mare.
Spostandoci verso nord giungiamo a Davoli Centro, pregevole agglomerato urbano compatto, arricchito da chiese, piccole trattorie tipiche e portali in pietra d'influenza scuola serrese. Da segnalare il santuario della Misericordia e la suggestiva processione pasquale della Naca, che negli ultimi anni coinvolge sempre più cittadini e fedeli.
Continuando il viaggio nell'entroterra catanzarese giungiamo a Soverato, la perla ionica premiata con la Bandiera Blu. Qui si visita il borgo antico di Soverato Vecchia, lambito dalla fiumara Beltrame, per poi fare tappa a Soverato Superiore. Nella chiesa di Maria Santissima dell'Addolorata, è d'obbligo ammirare un'opera d'arte d'eccellenza: la Pietà di Antonello Gagini, splendido gruppo scultoreo rinascimentale del 1521 raffigurante la Vergine Maria con sul grembo il Cristo crocifisso. Un'altra gemma della perla ionica è l'Orto Botanico "Santicelli", un luogo per rigenerarsi in totale relax.
Le sorprese aumentano insieme alla ricchezza culturale e linguistica: ne è un esempio Caraffa, grazioso borgo di poco più di 1.500 anime situato a 358 metri sul livello del mare. La sua identità linguistica e culturale, è testimoniata dalla cartellonistica all'ingresso del paese, che riporta in lingua albanese la scritta «Bashkia Arbëreshë», a indicare un comune arbëreshë che, di sicuro merita di essere valorizzato. Altri due centri che affascinano tra murales, santuari e chiese sono Palermiti e Gasperina: nella loro tranquillità si ergono come centri a misura d'uomo, dove le comunità coese cercano con successo e sacrificio di mantenerli vivi e attrattivi.
Verso la Sila Piccola catanzarese, risalendo da Botricello, si giunge a Belcastro, centro dal ricco patrimonio tra chiese, il castello, una forte identità contadina e i magici murales "da favola" che lo hanno reso una meta rinomata. Nel Lametino merita una visita il rione San Teodoro di Nicastro, un agglomerato urbano curato che domina la piana di Lamezia. Qui spiccano i resti del castello svevo-normanno, attualmente chiuso al pubblico in attesa di interventi di messa in sicurezza. Costeggiando il letto del ruscello si giunge all’Antico Mulino delle Fate: il rudere risale al 1727 e nel 2015 l'associazione culturale "Amici del Mulino delle Fate" ne ha autofinanziato il recupero, riaprendolo nel 2020 a scuole e visitatori con eventi dedicati al rispetto della natura e delle tradizioni contadine.
Posti che sorprendono per il silenzio e la posizione privilegiata trovano sintesi in Savuci di Fossato Serralta, "sentinella catanzarese" di tranquillità e verde salubre, lontana da smog e polveri sottili. La parte più dolce del territorio la recita Amaroni, "La Città del Miele", situata ai piedi del Monte Carbonara, da cui si ammirano paesaggi rurali mozzafiato e la maestosità del Golfo di Squillace. Risalendo da Squillace verso Monte Covello, in un' area naturalistica ricca di acque salutari, immense foreste e laghetti fiabeschi, si arriva a Girifalco, centro di quasi seimila anime a 456 metri d'altitudine situato nel punto più stretto della penisola (l'Istmo di Catanzaro). Da non perdere il Santuario della Madonna di Porto a Gimigliano, luogo di pace e pellegrinaggio immerso nel suono del ruscello adiacente. Risalendo ancora la Sila catanzarese si incontra Taverna, patria di Mattia Preti, il grande "Cavaliere Calabrese" maestro del chiaroscuro.
In questo percorso, si incontrano persone comuni ricche di passione e attaccamento alla propria terra. A Davoli troviamo la "Moglie di Giotto", che tesse con un antico telaio tramandando saperi familiari, e Salvatore Procopio, giovane zampognaro che mantiene viva la musica degli avi. A Satriano, risalta l'arte di Francesco Mirenzio, che crea sculture in ferro riciclando componenti meccaniche destinate alla rottamazione. A Gagliato, il giovane Domenico ha dato vita al "mondo dell'uovo", allevando galline in modo sostenibile, mentre Borgia esprime la pittura di Giuseppe Rocca, autore della copertina di Raccontando la Calabria. A Taverna spicca Fabrizio Mirante, esempio di forza di volontà "paralimpica" nello sport e nella vita. A Simeri Crichi e Miglierina, infine, la coesione delle comunità si traduce nella realizzazione di suggestivi presepi viventi curati nei minimi dettagli.
Non rimane che appassionarsi a questa lettura, che raccoglie 55 luoghi distribuiti nelle cinque province calabresi, 26 personaggi, 15 ricette tradizionali e 8 poesie in vernacolo, ideale ceralacca a tutela dell'identità locale. Il tutto è arricchito da oltre 300 fotografie a colori scattate durante i viaggi dell’autore Gianpiero Taverniti, che invita tutti a imbracciare la "zappa" della dignità e a lavorare sodo per la valorizzazione della Calabria.
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