
La ragazza dodicenne è stata affidata al padre dal gip Roberta Caliero, che ha disposto per la madre il divieto di avvicinamento alla minore e l'applicazione del braccialetto elettronico
29 maggio 2026 11:39di STEFANIA PAPALEO
"A sapere quella che sei diventata, ti avrei ammazzata subito dopo aver partorito"."Sei stata la rovina della famiglia, devi versare lacrime fino a calpestarle con i piedi". "Se perdo la casa te la faccio pagare, maligna, vipera, faccia di m....". E giù con ingiurie di ogni tipo, fino a minacciarla di buttarla giù dal balcone. Frasi violente e indelebili per una ragazzina di soli 12 anni che, tra lacrime e singhiozzi, ha trovato però la lucidità di registrare la voce di quella madre che, dopo averla messa al mondo, le ha riservato solo odio e rancore al posto di carezze e baci.
Mesi e mesi di violenze psicologiche gravissime, raccontate dalla minorenne, in modalità protetta, prima ai carabinieri e poi al magistrato sulla cui scrivania aveva preso corpo un fascicolo per maltrattamenti a carico della madre, una donna di 44 anni, T. M. Fascicolo che oggi è sfociato in un'ordinanza di applicazione del divieto di avvicinamento alla figlia e a tutti i posti frequentati dalla minorenne, con contestuale affidamento della stessa al padre. In calce, la firma del gip Roberta Caliero, che ha condiviso la tesi accusatoria messa su dal sostituto procuratore Graziella Viscomi, che ha anche chiesto e ottenuto l'applicazione del braccialetto elettronico per impedire all'indagata qualsiasi trentativo di avvicinamento in particolar modo alla scuola frequentata dalla figlia e all'abitazione del padre. A supportare la richiesta, l'avvocato Teresa Matacera, che ha seguito fin dall'inizio la dolorosa vicenda nell'interesse della parte offesa.
Sullo sfondo della triste vicenda, una separazione mai accettata che ha portato l'indagata a riversare odio e rancore verso la ragazzina ritenuta "colpevole" di voler mantenere un buon rapporto col padre e la nuova compagna di quest'ultimo. Da lì le vessazioni continue, con limitazioni alle uscite della figlia per impedirle di frequentare coetanei e portare avanti una vita normale, provocandole crisi di panico con umiliazioni e mortificazioni a volte avvenute anche alla presenza dei parenti dellla madre.
Ora è tutto lì, nelle carte in possesso del magistrato, chiamato a valutare anche la posizione della sorella della vittima che, a detta di quest'ultima, sarebbe stata pure vittima del comportamento vessatorio della madre, seppur in misura minore rispetto a lei.
Al netto dell'epilogo giudiziario, in ogni caso l'auspicio è che la ragazzina possa ritrovare finalmente la pace e la serenità che le sarebbe stata tolta proprio da chi avrebbe dovuto garantirgliela contro tutto e tutti, da una madre che invece le avrebbe reso la vita un inferno dopo avergliela donata, privandola di un amore che solo il padre potrà tentare di compensare con il tempo.
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