di STEFANIA PAPALEO
Era una persona perbene Antonio Loprete. Sguardo buono e sorriso smagliante con tutti. Un gran lavoratore. A Catanzaro lo conoscevano e stimavano tutti fin da quando giovanissimo girava tra i tavoli del ristorante Il Semaforo a Santa Maria. Ultimamente lo si incontrava all'ex ristorante L'Opera, a dare una mano alla moglie Stefania e ai cognati Antonio e Carlo Dolce. Ed era sempre cordiale anche quando le ore di servizio avrebbero messo chiunque a dura prova.
Anche oggi era sorridente mentre passeggiava nel Parco della Biodiversità, ignaro del crudele destino che lo attendeva dietro l'angolo. Aveva 54 anni Antonio. Tre figli bellissimi che lo aspettavano a casa e di cui parlava sempre con immenso amore. Una passione infinita per i suoi cani da montagna dei pirenei. E anche in questo caso era sempre pronto a distribuire consigli. Ma un malore improvviso gli ha fermato il cuore. Gli ha spento per sempre il suo splendido sorriso.
Inutili i soccorsi da parte dei sanitari del 118 che non hanno potuto far altro che constatarne il decesso, davanti agli occhi increduli di testimoni impotenti di un ennesimo decesso senza causa apparente. Per il resto, solo dolore e lacrime per un uomo che ha sicuramente lasciato il segno nel cuore di chiunque ha avuto la fortuna di conoscerlo.
E ci sarebbe tanto altro da scrivere sulla sua gentilezza e voglia di aiutare sempre il prossimo. Ma ora è il momento del silenzio, in attesa di porgergli l'ultimo saluto stringendosi intorno alla famiglia a cui vanno le condoglianze più sincere di redazione e direzione de La Nuova Calabria.
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